Wedding planning: un settore che non conosce crisi

Secondo una ricerca della Camera di Commercio le imprese legate ai matrimoni sono aumentate del 2%, arrivando a 157.162 con un considerevole rilancio di nuove figure come il wedding planner. Insomma un settore che non si genuflette nel periodo di congiuntura economica più drammatica dopo quella della Grande Crisi. Il Veneto, regione che vanta il primato nel turismo italiano, non perde l’occasione per far dichiarare il “sì lo voglio” più amato dalle donne dopo un giro in gondola o una passeggiata in piazza San Marco. Abbiamo intervistato Giovanna Wurmbrand Stuppach del gruppo “The Venice Wedding Planner”.

Come è nata l’idea di aprire una società di wedding planning?
È nata quasi per caso. Avevamo voglia di cimentarci con qualcosa di nuovo, di testare la nostra creatività e sentivamo di volerlo provare a noi stesse. Così ci siamo incontrate, ne abbiamo parlato. Eravamo tutte e tre abituate a organizzare eventi e il passo è stato breve. I matrimoni ci davano la possibilità di mettere a frutto le nostre conoscenze, competenze e capacità come organizzatrici e coordinatrici, ma soprattutto ci davano la possibilità di creare qualcosa di speciale.
Gli sposi in primo piano. È sempre facile venire incontro alle richieste?
Non è facile. Noi abbiamo scelto la formula “tailor made” , cioè per ogni coppia c’è una storia a sé e per ogni coppia occorre “cucire” un matrimonio su misura. Occorre tener conto di tutto e non ultimo del budget della coppia.
Qual è il vostro metodo di lavoro?
Quando riceviamo una richiesta rispondiamo in modo uniforme e neutro. Poi a seconda del matrimonio ci suddividiamo i  compiti. Se il matrimonio è importante e richiede l’apporto di più persone lavoriamo insieme; altrimenti ci suddividiamo i matrimoni se questi sono più semplici e possono essere gestiti individualmente. Il lavoro ci arriva dal nostro sito internet; da una collaborazione con una wedding planner olandese e da collaborazioni che via via ci vengono proposte da altri wedding planner fuori dall’Italia.
Oggi il mercato del matrimonio risente della crisi?
Sicuramente c’è più attenzione al budget, però ci sentiamo di dire che per quanto riguarda i matrimoni non si avverte la crisi.
La figura del wedding planner è diventata mediaticamente famosa grazie a programmi televisivi. Il vostro lavoro è come si evince da questi programmi?
No, i programmi televisivi mostrano solo la parte creativa e comunque riprendono solo matrimoni di un certo livello con budget piuttosto imponenti. In realtà il lavoro è molto più di quello che viene mostrato: per mesi ci si occupa dei clienti, inviando loro informazioni continue, preventivi, materiale fotografico e così via. Si discute e si analizza, principalmente via email, qualsiasi dettaglio. Si discute con i fornitori. Si seguono le pratiche burocratiche con attenzione meticolosa, sia che si tratti di matrimonio civile, religioso e concordatario. È da sottolineare il fatto che noi lavoriamo al 99% con clientela straniera.
Come si diventa wedding planner?
Non credo ci sia una formula, sebbene ora ci siano diversi corsi di formazione. In realtà occorre avere molta pazienza, una vena creativa, saper risolvere ogni problema e prevedere tutto. Occorre rendersi conto che per chi si sposa quello del loro matrimonio è un giorno davvero importante, forse uno dei più importanti della loro vita e quindi non ci è permesso prendere nulla sottogamba!

Luca Brunello

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