Venezia 72: la moglie di Lou Reed in concorso con Heart of a dog

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di Marta Tudisco

A Venezia 72 un film che coniuga amore, morte e linguaggio, in un viaggio cinematico attraverso le memorie della regista, legate al suo terrier Lolabelle. Un’occasione per Laurie Anderson, regista del film, nonché moglie del compianto Lou Reed, per disquisire sul significato della vita e sulla vita dopo la morte attraverso gli affetti personali e i ricordi dell’infanzia si trasforma in un collage visuale per esaminare il modo in cui noi stessi decidiamo di raccontare una storia e far in modo che abbia senso nelle nostre vite.

La domanda centrale di Heart of a Dog – afferma Anderson – è: cosa sono le storie? Come sono fatte e come vengono raccontate? Io sono stata guidata dallo spirito di David Foster Wallace, la cui frase “Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi” è stata il mio mantra. Così come Wittgenstein (il potere del linguaggio nella creazione del mondo) e Kierkegaard, con le sue teorie sul vivere all’indietro“.

Le riprese del film, cominciate tre anni fa, dovevano confluire in un piccolo saggio personale commissionato dal canale Franco Tedesco “Arte”, come parte di un progetto più ampio dedicato all’esperienza degli artisti sul significato della vita e del loro lavoro. Oggi Laurie Anderson ha presentato il film nella sezione in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

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