Venezia 72: 11 Minut, di Jerzy Skolimowski fa tremare la Mostra

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di Marta tudisco

11 personaggi in 11 minuti per un thriller ai limiti del possibile. Il film di Jerzy Skolimowski, 11 Minut, presentato ieri a Venezia, ha riscosso un’accoglienza strepitosa da parte dal pubblico e della stampa e già si parla di un premio possibile, magari per la regia. Il film racconta la storia di un marito geloso, di sua moglie, un’attrice sexy, di un losco regista di Hollywood, di uno sprovveduto corriere della droga, di una donna disorientata, di un ex venditore di hot dog, di uno studente travagliato alle prese con una misteriosa missione, di un lavavetri di grattacieli, di un vecchio artista, di un eccentrico gruppo di paramedici e di un gruppo di suore affamate.

Un mix di urbanità contemporanee le cui vite e sentimenti si intrecciano, prede di un mondo insicuro in cui tutto può succedere in qualsiasi momento. Un’inaspettata catena di eventi fa però sì che molti destini si uniscano in soli 11 minuti.

Nella mia idea iniziale - afferma Skolimowski - il tempo gioca un ruolo fondamentale. La sceneggiatura è stata scritta con molti limiti, perché volevamo che l’azione rappresentasse ogni storia in tempo reale. L’azione doveva svolgersi esattamente in 11 minuti, dalle 17 alle 17.11. Abbandonare questa rigidità temporale ha rappresentato tuttavia una sfida più affascinante e, alla fine, la forma del film consente comunque di cogliere il passaggio del tempo, anche in senso metaforico“.

Girato a Varsavia, perché secondo il regista «era la scelta più comoda, ma la storia è universale, potrebbe essere ambientata altrove e in qualunque periodo», con 8 milioni di euro di budget, 11 Minut ambisce ad essere «un avvertimento, perché tutto può succedere nei prossimi secondi: la vita è un tale tesoro che capiamo solo quando lo perdiamo. Questo è il messaggio del film, usiamo la vita nel modo migliore possibile finché siamo vivi».

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