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Zaia firma il decreto del referendum per l’autonomia: “Veneti, il prossimo 22 ottobre, andate a votare”

“Che rispondiate sì o no al quesito ‘Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?’, l’importante è andare alle urne. Solo così daremo concretezza a quell’affermazione dell’essere ‘paroni a casa nostra’ e una volta per tutte noi veneti dimostreremo di essere un popolo”.

Ecco la “chiamata di popolo”, del governatore Luca Zaia, dopo essersi commosso per il traguardo raggiunto. Ieri la firma a palazzo Balbi a Venezia sull’organizzazione del referendum per l’autonomia del Veneto che si celebrerà il 22 ottobre 2017.

“Un atto che volutamente compiamo alla vigilia di una data simbolo, il 25 aprile, festa della Liberazione e del patrono dei veneti, San Marco – sottolinea Zaia –.  Ma, sia chiaro, noi siamo pronti da mesi per il referendum, eravamo pronti ancora a dicembre, quando abbiamo cercato invano di ottenere da Roma l’election day che ci avrebbe fatto risparmiare 14 milioni di euro”.

“Il referendum si fa e sarà il referendum dei veneti, – afferma Zaia – non dei partiti e nemmeno di Zaia, sarà un grande momento di democrazia e di partecipazione. E il giorno dopo la nostra Regione non sarà più quella di prima, perché avremo dato vita alla ‘Questione Veneta’ e pretenderemo che nei programmi di governo, siano essi di destra, di sinistra o di centro, contemplino la nostra autonomia regionale”.

La Giunta veneta ha già approvato una deliberazione che fissa le procedure di carattere organizzativo per l’esecuzione degli adempimenti necessari all’attuazione della consultazione. Aggiornato anche il sistema informatico per la raccolta e la gestione dei dati riguardanti le operazioni ai seggi e allo scrutinio e per l’elaborazione e la pubblicazione dei dati in tempo reale a cura del Consiglio regionale.

“Noi vogliamo diventare pienamente autonomi e chiediamo in tal senso l’applicazione in toto dell’articolo 116 della Costituzione. Questo è l’obiettivo che pur partendo da situazioni diverse condividiamo con la Lombardia e sul quale insieme porteremo 15 milioni di italiani, un quarto del Paese, finalmente ad esprimersi”.

“Noi veneti siamo solidali ma autonomisti impenitenti – conclude il presidente della Regione, parafrasando Don Sturzo – e a Roma non hanno ancora capito cosa sta accadendo. Io non ho altri atti da firmare: quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto”.

Azzurra Gianotto

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Le colline di Conegliano e Valdobbiadene candidate a patrimonio dell’Unesco

Potrebbero presto ricevere il marchio “World Heritage Unesco” le colline venete di Conegliano e Valdobbiadene. Il 26 gennaio è partito il via libera alla candidatura a patrimonio dell’umanità del Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana dell’Unesco. La Commissione nazionale italiana dell’Unesco presieduta da Franco Bernabè, ha superato la tappa decisiva per approdare ai tavoli della Segretariato Unesco di Parigi.

Le colline del Prosecco sono una delle due candidature tricolori per l’esclusiva classifica dell’organismo culturale internazionale: ogni Stato membro dell’Unesco ha infatti un limite annuale di due candidature da presentare per la lista dei patrimoni dell’umanità, una a valenza spiccatamente culturale e una a valenza naturalistico-paesaggistica, quali sono appunto le terre del Prosecco.

“E’ una giornata storica – commenta il Presidente del Veneto, Luca Zaia – voglio innanzitutto ringraziare tutti quelli che hanno lavorato al dossier, una fantastica squadra che ha visto intrecciarsi professionalità di altissimo livello, veri e propri cultori e conoscitori del territorio. Un’altra porzione di Veneto sta dunque per entrare nell’olimpo dei grandi siti dell’umanità”.

Zaia aggiunge: “Ora ci manca l’ultimo miglio per raggiungere l’ambito risultato. Il raggiungimento del marchio Unesco è un grande risultato per il Veneto, che premia un dossier ben fatto, con tutte le carte in regola, e un territorio che ha fortemente creduto in questa candidatura. La tutela Unesco rappresenterà l’inizio di una nuova era, che affida una grande responsabilità al  Veneto e ai veneti, e motiverà l’intero territorio. Ci riteniamo ufficialmente a disposizione, come ente e territorio, per il Segretariato Unesco”.

Ora la Commissione nazionale per l’Unesco consegnerà il dossier, inviato dalla Regione Veneto, entro il 31 gennaio.   Dal 1° febbraio 2017 inizierà il processo di valutazione il cui esito finale sarà annunciato entro  luglio 2018.

Ideata nel 2008, lanciata nel 2010 con l’iscrizione nella lista ministeriale delle ‘proposte’, suggellata nel 2015 con l‘iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del  Ministero per le politiche agricole e rilanciata in occasione del Vinitaly 2016, la candidatura Unesco delle colline di Conegliano e Valdobbiadene ha conquistato il primo posto nella lista propositiva italiana.

 

Azzurra Gianotto

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Zaia: “Non svendo Venezia, no alle trivelle”

Dopo il via libera alla ricerca di idrocarburi per 2.000 euro all’anno, al largo delle Tremiti in Puglia, Luca Zaia si oppone alle trivellazioni al largo di Venezia e in generale nell’Adriatico. “Io Venezia e il turismo veneto non li svendo per duecento miliardi, figurarsi per 2.000 euro – avverte - . La Regione Veneto è pronta a combattere al fianco delle altre Regioni. In ogni sede, con ogni mezzo lecito.”

Il presidente del Veneto ribadisce: “Facciano pure, in barba ai ripetuti proclami in difesa dell’ambiente e del patrimonio naturalistico nazionale, ma sappiano che il Veneto e altre nove Regioni, circa la metà d’Italia, non ci stanno e chiedono, a nome dei loro cittadini, di fermare questo pericoloso scempio i cui rischi superano di gran lunga i presunti benefici.”

Secondo Zaia il governo dovrebbe fare una “profonda autocritica e ascoltare i Presidenti delle regioni che si intendono di territori, dovrebbe inoltre adoperarsi in ambito internazionale per l’arresto delle trivellazioni in Croazia”.

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Colonia, Zaia shock: “Il multiculturalismo è destinato a fallire”

Sono dure e severe le parole che Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, esprime nel commentare la tragica vicenda che si è consumata a Colonia nella notte di Capodanno, durante la quale centinaia di donne sono state aggredite. Proprio questa mattina, riporta la Repubblica, la polizia tedesca avrebbe fermato 31 sospetti, 18 dei quali clandestini. Nove sono di origine algerina, otto provenienti dal Marocco, cinque dall’Iran e quattro dalla Siria, ma nessuno di loro si ritiene essere collegato a casi di molestie sessuali, quanto per lo più a furti e lesioni corporali.

 

“Per la prima volta a Colonia abbiamo assistito, su scala organizzata e operativa, al primo vero scontro di civiltà fra immigrazione e un Paese che accoglie generosamente. E’ il concretizzarsi di quanto sostengo da tempo: il multiculturalismo è un vagheggiamento destinato a fallire” ha detto Zaia, riferendosi anche alla situazione della Germania, da tempo aperta all’accoglienza dei profughi, e che a seguito della vicenda metterà seriamente in difficoltà la cancelliera Angela Merkel, costretta adesso a prendere decisioni severe e senza alcuno sconto.

La colpa di questi fatti, secondo il Governatore, sarebbe da attribuire a una politica d’accoglienza errata e a una gestione dei flussi che non distinguerebbe i veri rifugiati politici in fuga da fame e guerra dai semplici malfattori. “Abbiamo visto la violenza dispiegarsi nella sua ‘quotidianità’ – prosegue Zaia – senza bisogno di armi, attentati, sparatorie, morti, sangue, Isis o Al Qaeda. Ed è proprio questo che mi inquieta e che dovrebbe inquietare chi ci governa, e chi sta dilettantisticamente governando flussi di immigrazione che vanno da 50 mila a 200 mila arrivi l’anno sui nostri territori.”

A questa, si aggiunge la critica nei confronti del Governo, che ha caldeggiato l’eliminazione del reato di immigrazione, mentre Svezia e Danimarca si schierano a favore della chiusura dei confini. “Ma vi pare normale che mentre il popolo italiano chiede sicurezza, certezza delle pene, identificazioni certe degli stranieri sul territorio, non vuole più vedere fantasmi senza identità che girano nei territori (11 mila soltanto in Veneto) – si chiede Zaia – il governo abolisca uno dei pochi capisaldi posti dalla legislazione a garanzia e tutela delle comunità?”

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Zaia: “Contrario ad hub, aiutare i profughi a casa loro”

La soluzione per i profughi “è una sola ed è aiutarli a casa loro, fare le verifiche nei centri di prima accoglienza degni di questo nome in Africa in situazioni protette. Poi, una volta verificato che ad alcuni dovrà essere riconosciuto lo status di profugo, si devono creare dei corridori umanitari per farli arrivare in Europa”. Lo ha ribadito il presidente del Veneto, Luca Zaia che si è detto contrario alla realizzazione di un hub regionale per i migranti. “Non è il sistema per risolvere il problema – ha detto -, l’anno scorso sono arrivati in Italia 170 mila immigrati in Italia, quest’anno circa 200 mila. Di questo passo tutta Africa arriverà in Italia, e non è possibile bisogna aiutarli a casa loro”.

Per il presidente del Veneto il problema migranti “deve essere risolto seriamente e concretamente con la comunità internazionale in Africa. Le altre soluzioni  sono come pretendere di svuotare il mare utilizzando un secchiello. Auspico che tutti gli immigrati vengano aiutati a casa loro e non vengano inviati nelle Regioni anche perchè non sappiamo quanto durerà questo fenomeno. Se qualcuno si è illuso che in Italia si possa far fronte a un esodo biblico, si sbaglia”, ha concluso.

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Tornado in Riviera, Zaia ha chiesto lo “stato di emergenza” al Governo

E’ di quasi 100 milioni la prima stima dei danni e degli interventi da effettuare contenuta nella relazione che il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, insieme alla richiesta di dichiarazione dello “stato di emergenza” per le conseguenze dell’eccezionale ondata di maltempo registrata in quella giornata sul Veneto. Contestualmente Zaia ha chiesto “un adeguato sostegno finanziario per assicurare le necessarie operazioni di soccorso ai territori e alle popolazioni colpite, l’attuazione degli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità; ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato e per il ritorno alle normali condizioni di vita della popolazione”.
Nella relazione tecnica della Regione si fa rilevare che il tornado che l’8 luglio scorso ha interessato alcune zone della Riviera del Brenta è da considerare uno dei più intensi mai verificatisi in Veneto. Fin da subito sono stati evidenti i danni ingentissimi alle infrastrutture e al patrimonio pubblico, alle abitazioni civili e agli altri fabbricati, alla viabilità stradale e ferroviaria e ai loro servizi infrastrutturali, ai mezzi di trasporto come le auto private ed alle attività produttive e agricole.
A causa della tromba d’aria, una persona ha perso la vita, numerose le persone ferite di cui alcune particolarmente gravi, oltre ai molti sfollati in attesa delle procedure per l’agibilità delle proprie abitazioni.

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Maltempo, Zaia in sopralluogo: “Grazie a coloro che stanno dando una mano”

Il presidente Luca Zaia ha effettuato stamattina un sopralluogo a Cazzago di Pianiga assieme all’assessore Gianpaolo Bottacin, per verificare di persona gli ingenti danni del tornado che ieri pomeriggio ha colpito la Riviera del Brenta causando un morto e 72 feriti, oltre a centinaia di case scoperchiate, alberi abbattuti e infrastrutture pericolanti.

Domattina un ulteriore sopralluogo con i responsabili della Protezione Civile nazionale, ma già oggi pomeriggio si terrà a palazzo Balbi una Giunta straordinaria per affrontare l’emergenza. Lo stato di crisi è già dichiarato. Il presidente Zaia inoltre ha sentito telefonicamente stamane il premier Renzi cui ha chiesto impegni concreti e tempestivi.

“Un grande, immenso GRAZIE a tutti coloro che stanno dando una mano nell’emergenza – ha detto Zaia durante il sopralluogo -, in particolare ai ragazzi delle scuole di Cazzago di Pianiga che stanno ripulendo il paese. Sono i nostri angeli. Bravi!”.

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Il tweet di Alessandra Moretti “Congratulazioni a Zaia, Faremo opposizione”

tweet moretti tweet zaia“Le mie congratulazioni a @zaiapresidente. Grazie ai volontari e a chi mi ha votata. È stata una campagna bellissima, ora faremo opposizione”. E’ il tweet di Alessandra Moretti, che ammette la sconfitta a notte fonda e chiama Zaia.

Lui, sempre via Twitter, stamattina: “Il voto mi dá una grande responsabilità agli occhi dei veneti, mi hanno detto: vai e governa bene! Ho fatto campagna elettorale non con denigrazione ma su risultati e progetti. Chi mi conosce crede in quel che dico”

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Elezioni: Zaia sorprendente, il Pd delude

Pd (molto) deludente e risultato di Zaia sopra le aspettative. E’ questo il quadro che ci consegnano le urne per l’elezione del presidente della Regione Veneto.

“I risultati del voto per le regionali in Veneto è stato a doppia sorpresa, anche per gli stessi protagonisti”commenta il politologo Paolo Feltrin, che ha seguito e analizzato i dati per l’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto. “La prima sorpresa è il risultato eccezionale conseguito da Luca Zaia, superiore ad ogni previsione e alle stesse proiezioni. Un risultato che fa della Lega l’erede quasi naturale della Democrazia Cristiana. Infatti, con 25 seggi su 29, gli esponenti della lista civica del presidente Zaia insieme a quelli della Lega Nord costituiranno – almeno sulla carta – una forza politica compatta che rimanda agli storici monocolori scudocrociati.

“L’altra sorpresa – prosegue – è il risultato amaro e deludente del Pd e del centrosinistra, che arriva a soli 12 mesi dal boom delle europee. Tocca ora ai dirigenti del Pd riflettere seriamente sulle ragioni di un risultato così inatteso”.

Secondo le stime dell’Osservatorio elettorale dei 20 seggi di opposizione (ai quali si aggiunge quello riservato alla Moretti come miglior perdente tra i candidati presidenti) 8 andrebbero al Pd, 2 alla lista Alessandra Moretti, 1 a Veneto Civico. I rimanenti 9 spetteranno ai pentastellati e alla lista Tosi secondo un rapporto (4 a 5) che potrà essere definito solo dalla ripartizione degli ultimi voti degli ultimi seggi scrutinati.

 

di
Marta Tudisco

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