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Veneto, prima regione turistica in Italia

Il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia, con 65 milioni di presenze e 17 miliardi di fatturato. Già così parliamo della prima economia del Veneto, senza dimenticare che, a fronte dei 180 mila letti alberghieri, ne possiamo calcolare 420 mila di altre tipologie, che vorremmo certificare al più presto. Questo significa che già oggi arriviamo a 100 milioni e più di presenze”. Queste le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, visitando oggi la Borsa Internazionale del Turismo – Bit in corso a Fieramilanocity.

“Tutti i settori evidenziano andamenti positivi – afferma Zaia – come anche in montagna. Un risultato eccezionale, quest’ultimo, raggiunto grazie al coraggio e alla perseveranza di imprenditori eroi, costretti a operare nella morsa di due territori a Statuto Speciale come le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Regione Friuli Venezia Giulia”.
E proprio per la montagna, Zaia ha posto l’accento sulla necessità “di spingere forte su un settore che, per la sua collocazione geografica, richiede massima attenzione, che può fregiarsi delle Dolomiti Patrimonio Universale dell’Unesco, e sul quale abbiamo due assi nella manica, due grandi sfide, come i Mondiali di Sci di Cortina 2021 e il Treno delle Dolomiti”.

“Per Cortina 2021 saremo pronti – ha assicurato il presidente veneto – abbiamo un piano per la viabilità regionale, un piano per i caroselli sciistici e e gli impianti, abbiamo risolto tutte le questioni autorizzative per la pista Tony Sailer. Sarà come attaccare il turbo per Cortina, ma lavoriamo perché le ricadute positive non siano solo per la Perla delle Dolomiti ma per l’intero settore montano e sciistico del Veneto, come deve essere quando su un territorio arrivano manifestazioni come un mondiale”.

“L’atro grande progetto – ha detto Zaia – è il Treno delle Dolomiti Venezia-Cadore-Cortina-Val Pusteria – il cui studio di fattibilità sarà pronto tra circa un mese. La collaborazione con Bolzano è ottima e ne scaturirà un’opera di grande efficacia e fascino: in due ore da Venezia a Cortina e poi dritti fino a Dobbiaco, con treni rispettosi dell’ambiente, come quello a idrogeno recentemente presentato in Germania, una integrazione massima tra gomma, rotaia e bicicletta, e con la ciclabile tra Calalzo e Cortina che rimarrà operativa”.

Ma ecco i numeri 2016 del turismo veneto. Sono quasi 18 milioni di arrivi  (+3.5% rispetto al 2015) per un totale di oltre 65 milioni di presenze (+3,4% rispetto al 2015).
Il primato degli arrivi è dato sia da un incremento sia dei turisti stranieri sia di quelli italiani; quello delle presenze, invece, è relativo ai soli stranieri. C’è un nuovo crescente interesse da parte della clientela italiana, che segna +4,7% di arrivi e +1,8% di presenze.
Per quanto riguarda le città sono evidenti gli aumenti di presenze a Verona (+9,1%), Treviso (+5,2%) e Padova (+4,4%). Le migliori performance tra i comprensori sono quelle del lago (+6.2% di arrivi e +7.2% di presenze), che ha superato il propri record grazie soprattutto ai tedeschi che rimangono i clienti più affezionati (40%), ma anche all’incremento di italiani e olandesi e delle città d’arte (+3,9 di arrivi e +6.1% di presenze).
Bene anche le terme (+5.6 di arrivi e +4.4 di presenze) e la montagna (+7.5% di arrivi e +2.7 di presenze).
Meno bene il comprensorio balneare (-0,7% arrivi e -0,6% presenze), che rimane pur sempre il primo per quanto concerne le presenze complessive (circa 24,5 milioni) e che conferma il gradimento straniero.
Nonosta il record del turismo veneto, risentono della crisi economica le famiglie che vanno meno in ferie e accorciano le vacanze.

Azzurra Gianotto

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Scuola, Donazzan: “Servono 641 docenti in più per l’anno scolastico 2017-2018″

Manca personale docente nelle scuole venete. “Gentile ministro, al Veneto servono 641 docenti in più in pianta organica per assicurare il regolare inizio e svolgimento del prossimo anno scolastico 2017-18“.  Questa la carenza di professori e maestri segnalata dall’assessore alla scuola della Regione Veneto Elena Donazzan che ha inviato nell’informativa al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli in merito alle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia al secondo ciclo delle secondarie.

Già lo scorso anno mancavano 468 docenti nell’organico assegnato dal ministero al Veneto: situazione alla quale l’ufficio scolastico regionale e i dirigenti scolastici hanno fatto fronte limitando le sezioni a tempo pieno, mantenendo le sezioni numerose, ‘allungando’ l’orario contrattuale di lavoro degli  insegnanti e reclutando gli insegnanti del cosiddetto ‘potenziamento’ previsto dalla Buona scuola a coprire i posti vuoti in cattedra.

“Di fronte al silenzio del precedente ministro, la scuola veneta si è arrangiata facendo di necessità virtù – afferma l’assessore Donazzan – ma così abbiamo dovuto penalizzare le scuole di montagna, i genitori che lavorano e che non hanno potuto avere accesso al tempo pieno per i loro figli, le classi con alunni disabili che avrebbero diritto allo sdoppiamento, e così via. Ora che, alle storiche carenze di organico, si aggiungono anche i prossimi vuoti causati dalle domande di pensionamento presentate da circa duemila docenti in Veneto –  prosegue l’assessore – non sarà più possibile fare ricorso a soluzioni-tampone e provvisorie. Il ministro Fedeli ci ha già dato ragione sulla necessità di aumentare le certificazioni universitarie per gli insegnanti di sostegno e alla richiesta di allargare il numero degli ingressi alle facoltà che preparano i futuri maestri e i futuri professori.

“Pur avendo attivato tutte le possibili azioni suppletive e compensative – continua l’assessore – ora le scuole venete hanno esaurito ogni spazio di manovra possibile per coprire il numero di cattedre necessarie per il regolare avvio delle lezioni a settembre”. E conclude: “O il Miur riconoscerà al Veneto i 48.698 insegnanti richiesti dall’Ufficio scolastico regionale o non ci resterà che rivendicare con ogni mezzo, a partire dal prossimo referendum d’autunno, l’autonomia regionale per poter garantire a tutti i bambini e i ragazzi che frequentano le nostre scuole quel diritto effettivo all’istruzione e alla formazione che la Costituzione prevede”.

Azzurra Gianotto

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Influenza: raggiunto il picco in Veneto

Cittadini veneti a casa con l’influenza, è arrivato il picco. Durante l’ultima settimana sono stati segnalati 1.066 nuovi casi, all’interno della rete Influnet, per un’incidenza totale di 86,7 malati per 10 mila abitanti in Veneto.
Sono cira 42.634 persone le persone colpite dall’influenza in Regione durante questa settimana. In confronto alla settimana precedente il tasso d’incidenza risulta lievemente in calo, che può solo indicare di aver raggiunto il picco per questa stagione. I più colpiti restano i bambini sotto i cinque anni: 181,2 casi su 10 mila abitanti.
Rispetto al resto dell’Italia, il tasso influenzale veneto rimane superiore a quello nazionale. Attualmente si stima che siano circa quattro milioni e duecentomila gli italiani che si sono ammalati.

Per ulteriori informazioni consultare il sito della Regione: www.regione.veneto.it/sanita/influenza

 

Azzurra Gianotto

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Empori solidali: assessore Lanzarin, “400 mila euro per trasformare gli sprechi alimentari in circuito anti-povertà”

L’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin parla dei successi della legge antisprechi entrata in vigore tre mesi fa all’incontro a Treviso su “La seconda vita del cibo – Il recupero delle eccedenze alimentari in Veneto”. L’evento è stato promosso dalla Regione Veneto e dall’Agenzia regionale per l’ambiente che consente il recupero e la donazione di generi alimentari.

“La nuova ‘legge antisprechi’, entrata in vigore ad agosto, ci ha dato una mano semplificando donazioni e recupero delle eccedenze alimentari. Ma il Veneto investe già da anni nel circuito virtuoso della ‘seconda vita’ del cibo, con gli ‘empori della solidarietà’, iniziative sperimentali nate sul modello del Banco Alimentare di Verona.  Venerdì la Giunta regionale assegnerà 400 mila euro al sostegno diretto dei 13 ‘empori’ della solidarietà già attivi nel territorio regionale. Non si tratta solo di punti di raccolta di eccedenze e di sprechi, ma di centri organizzati di solidarietà, che vedono volontari, organizzazioni del terzo settore,  imprese della grande e media distribuzione, produttori e istituzioni alleati nel fornire ai più poveri generi alimentari, farmaci, servizi di ascolto e di orientamento, assistenza sanitaria e interventi educativi. ”

L’ incontro è servito per fare essere un momento di incontro per i rappresentanti delle associazioni di categoria, della grande e media distribuzione, l’Osservatorio rifiuti di Arpav e alcune aziende di servizi ambientali e  per fare il punto sull’esperienza veneta di recupero delle eccedenze, di riduzione dei rifiuti e di contrasto alla povertà, nella Settimana europea per la riduzione dei rifiuti e alla vigilia della Giornata della Colletta alimentare, in programma sabato prossimo 26 novembre.

“In Veneto sono già 133 mila le persone assistite dalla rete degli empori della solidarietà – ha ricordato Manuela Lanzarin – secondo un approccio innovativo che abbina la distribuzione di generi alimentari e di prima necessità ad interventi di accompagnamento, formazione, educazione e anche inserimento lavorativo. Perchè la raccolta e la distribuzione dei prodotti deve creare anche nuove opportunità di impiego per chi è rimasto senza lavoro”.

L’assessore Lanzarin ha ricordato che gli empori della solidarietà sono i primi presidi nel territorio per contrastare le povertà, vecchie e nuove. Il recente rapporto della Caritas del Nordest ha poi confermato, secondo l’assessore, la necessità di implementare numero e servizi di questi ‘sportelli’ di assistenza per famiglie, disoccupati, separati, senza casa, cinquantenni e anziani che si trovano in difficoltà.

I prossimi obiettivi del progetto regionale sono l’aggiornamento della normativa regionale (lr 11/2011), il coinvolgimento nella rete del recupero e l’estensione del numero dei donatori e dei collaboratori, per promuovere la raccolta di generi alimentari ritirati dagli scaffali e coinvolgere in modo più attivo le imprese di produzione agricola.

 

Azzurra Gianotto

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Turismo – Rizzotto “Si apre una nuova frontiera per il turismo emozionale veneto”

Il Veneto punta sul turismo emozionale. A sostegno di questo progetto la consigliera regionale Silvia Rizzotto  esprime grande soddisfazione “in quanto l’articolo 48 del collegato alla Legge Finanziaria (PDL n. 194) regolamenta il nuovo turismo ambientale”.

“Il turismo in Veneto – afferma la capogruppo Zaia Presidente – è una delle più importanti attività economiche, contribuisce in modo rilevante allo sviluppo del nostro territorio, e non solo. Tuttavia, di fronte ad una domanda sempre più diversificata, l’offerta turistica deve ora ricercare opportunità nuove”.

La nuova frontiera di cui parla Rizzotto si accinge ad ampliare il concetto di turismo al  rapporto con la natura, con la storia e la ruralità del territorio,  differenziandosi dalle strutture ricettive del turismo tradizionale.  Il collegato della Legge Finanziaria spiega l’esponente del Gruppo Zaia Presidente, prevede norme che regolamentano le diverse tipologie ricettive del turismo emozionale, con la salvaguardi al territorio veneto, attraverso la realizzazione di strutture ed edilizia che rispettino l’ambiente.

Silvia Rizzotto informa altresì che “tra le tipologie di strutture ricettive in ambienti naturali, disciplinate dalla normativa, rientrano gli alloggi galleggianti (edifici galleggianti saldamente assicurati in modo permanente alla riva o all’albero di fiumi e canali), le case sugli alberi (alloggi collocati in posizione sopraelevata dal suolo nell’ambito di contesti arboreo ad alto fusto), le palafitte (alloggi collocati stabilmente su superfici acquee), le botti (ossia camere poste all’interno di botti in legno utilizzabili dai turisti), le grotte (locali di pernottamento realizzati in cavità naturali)”.

“L’approvazione del collegato alla Finanziaria – conclude Silvia Rizzotto – contribuirà a diversificare  il turismo nel territorio veneto, dando vita a forme di ospitalità originali ed innovative in scenari naturali, nel pieno rispetto dell’ambiente, e determinerà altresì ricadute positive anche sul piano occupazionale”.

 

Azzurra Gianotto

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Il Veneto è il leader nazionale per la raccolta differenziata

“Il Veneto si conferma leader a livello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani. Un ringraziamento va agli enti locali e a tutti i veneti per essere così virtuosi, una virtuosità che lo Stato dovrebbe riconoscere con forme concrete di premialità. Invece c’è rischio che, se passa la riforma costituzionale, lo Stato tolga le competenze ambientali alle Regioni. Se succedesse il Veneto tornerebbe indietro di anni. Noi siamo invece dell’idea che ci debba essere meno Stato dove c’è virtuosità e più Stato dove la virtuosità non c’è”.

Così l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo Bottacin afferma la sua preoccupazione a riguardo del rischio della riforma costituzionale in merito alla gestione regionale dei rifiuti. L’assessore nei giorni scorsi a Venezia ha presentato l’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti urbani nel Veneto”, curato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti istituito presso l’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, insieme al neodirettore generale dell’ARPAV Nicola Dell’Acqua.

Illustrando i dati del rapporto, Dell’Acqua ha confermato il trend positivo della raccolta differenziata che nel 2015 si attesta al 66,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente,+1,2 %, a fronte di una produzione complessiva di rifiuti urbani di circa 2.191.075 tonnellate, che fa registrare una diminuzione  del -2,2%, per 445 kg di produzione procapite, valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia. In totale i rifiuti urbani avviati a recupero nel 2015 ammontano a oltre 1,5 milioni di tonnellate con un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. Si registra anche la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di Padova e di Schio, pari -1,6%, e una riduzione anche nelle 9 discariche attive sul territorio regionale.

Per quanto riguarda i dati di raccolta differenziata suddivisi per provincia: Treviso ha raggiunto il valore più alto toccando quota 82%, seguita da Belluno con il 71%,Vicenza con il 69%, Verona 65%, Rovigo e Padova 64% e Venezia 60% . I comuni del trevigiano sono in testa e sono i più pignoli per la differenziata.

I dati complessivi sono ampiamente in linea con gli obiettivi del Piano regionale di Gestione dei rifiuti approvato nel 2015 che prevede il raggiungimento del 76% di raccolta differenziata nel 2020, soglia già superata da 173 comuni. Sono 502 su 579 i comuni veneti che hanno adottato sistemi di raccolta porta a porta.
L’assessore Bottacin ha sottolineato l’importanza del lavoro di controllo dell’ARPAV e la collaborazione con il nucleo dei Carabinieri del NOE.

“In Veneto è cambiata la cultura per quanto riguarda i rifiuti a partire dai cittadini – ha detto Bottacin – e questo nuovo approccio ha dato ottimi risultati che meriterebbero meccanismi di premialità da parte del governo. Sono invece preoccupato se le competenze ambientali passeranno tutte allo Stato. Ricordo che, nonostante la netta contrarietà delle amministrazioni regionali, il governo pareva intenzionato a procedere con la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno dei quali avrebbe dovuto essere nel territorio veneto. Siamo riusciti – conclude l’assessore- a far cancellare questo disegno dopo una lunga battaglia, ma se tutto andrà in mano al governo non avremo più voce in capitolo”.

Di Azzurra Gianotto

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Disegno di legge per promuovere il turismo equestre

In Veneto ancora non c’era una legge che stabilisse i cardini del turismo equestre, ma presto ci sarà. La Giunta regionale, infatti, su proposta dell’assessore al turismo, Federico Caner,  e dell’assessore all’agricoltura, Giuseppe Pan, ha approvato un disegno di legge che definisce la materia del turismo equestre come strumento di diversificazione delle attività turistiche regionali, di integrazione al reddito delle imprese agricole, di esplorazione del territorio nel rispetto della sostenibilità ambientale e della qualità del paesaggio rurale, ne promuove lo sviluppo e la diffusione e detta disposizioni, tra l’altro, per i centri ippici, le ippovie, i punti di sosta lungo i percorsi, l’ippoterapia.

“Per raggiungere gli obiettivi della destagionalizzazione e della delocalizzazione – spiega Caner –, cioè del prolungamento della stagionalità classica e dell’affermazione di destinazione nuove ed emergenti, è necessario sviluppare forme di turismo innovativo e quella legata al mondo dei cavalli è una delle più interessanti e ricche di prospettive. Un’offerta che si inserisce nel segmento del cosiddetto ‘turismo lento’, che insieme, ad esempio, al cicloturismo e ai cammini religiosi, acquisisce sempre maggior rilevanza nel panorama regionale, consentendo di scoprire e soprattutto di vivere, attraverso itinerari inconsueti, territori non conosciuti ma assolutamente interessanti e originali per le loro eccellenze enogastronomiche, culturali e artistiche”. L’assessore Pan è concorde sul fatto che questo progetto riesce a connettere il turismo e l’agricoltura nella logica di un’offerta escursionistica e di svago, ma anche di salvaguardia del territorio.

Il disegno di legge delinea una strategia integrata di individuazione, definizione e tracciamento di percorsi a cavallo, realizzati a partire da sentieri, carreggiate, piste, vicinali ed interpoderali, argini di canali, fiumi e golene, lungo i quali operano strutture adibite al ricovero degli animali, realizzate da gestori di centri ippici, da imprese agricole e imprese agrituristiche. Tale disegno compre anche aspetti potenziali dell’ippoterapia, terapia funzionale alla riabilitazione funzionale e sociale di persone con handicap fisici, psichici e sensoriali.

“Varie, dunque, sono le finalità di questo disegno di legge – conclude l’assessore Caner – e riguardano, oltre che il turismo, il settore primario e persino il sociale. Da più parti ci era stato chiesto di dotare il Veneto di una disciplina per i percorsi a cavallo, che individuasse i criteri per favorire lo sviluppo del turismo equestre in condizioni di sicurezza per gli uomini e per gli animali, semplificando nel contempo  le procedure urbanistiche ed edilizie per le attività operanti in questo settore: la Giunta ha fatto la sua proposta e ora spetta al Consiglio regionale valutarla e, mi auguro, approvarla nel più breve tempo possibile”.

 

Di Azzurra Gianotto

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Nuovo bando regionale per gli edifici delle scuole paritarie

E’ la nuova iniziativa sperimentale assunta dalla Giunta reginale del Veneto, su proposta dell’assessore alla scuola Elena Donazzan, per le scuole materne, elementari e medie del sistema paritario veneto. Il bando prevede che le tre federazioni rappresentative degli istituti di ispirazione cattolica in Veneto (Fism per le materne. Fidae per elementari e medie e Foe per gli istituti della Compagnie delle Opere) selezionino tra i propri aderenti le scuole e gli interventi prioritari di messa in sicurezza svolti nel corso del 2016 e inoltrino domanda di contributo alla Regione entro il prossimo 30 novembre. Il contributo regionale non potrà superare il 70% della spesa sostenuta, per interventi compresi tra 10 e 50 mila euro. “Ho voluto attivare, in via sperimentale, questa forma di  aiuto alle scuole paritarie – dichiara Elena Donazzan – per la messa a norma dei loro edifici, in considerazione dell’importanza del servizio pubblico che svolgono in Veneto e della capacità di ‘rete’ che esiste tra istituti. Vista la ridotta disponibilità di risorse nel bilancio regionale di quest’anno, saranno quindi le federazioni delle scuole a gestire la lista delle priorità”. Se la gestione del bando darà esiti positivi, l’iniziativa potrà essere replicata con maggiori investimenti nei prossimi esercizi, dichiara l’assessore. “Si tratta di un modo innovativo e responsabile per intervenire, nonostante la crisi finanziaria, nell’edilizia scolastica, migliorando la qualità e la sicurezza degli edifici scolastici di proprietà privata”.

Di Azzurra Gianotto

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Veneti a Rio 2016: ecco tutti gli atleti alle prossime Olimpiadi

Venticinque gli azzurri nati in Veneto, altri otto che ci vivono per ragioni sportive; se si considera il luogo di nascita, Padova con nove atleti è la città più rappresentata, seguita da Verona (6), Treviso (4), Venezia (3), Vicenza (2), Rovigo (1). Sono i numeri dei corregionali convocati alle prossime olimpiadi di Rio de Janeiro, la 31ma edizione, per la prima volta in una città sudamericana, in programma dal 6 al 21 agosto.
“Anche per questa edizione dei Giochi – commenta Gianfranco Bardelle, presidente del Coni Veneto – la nostra regione avrà un ruolo molto importante grazie alla partecipazione molto numerosa di atleti: rispetto ad altre regioni che ci precedono in quanto a numeri (Lombardia, Lazio, Toscana), siamo molto soddisfatti perché un grande numero di sport ha un nostro campione. Fra questi il golf, che proprio a Rio sarà olimpico per la prima volta”.
Spicca nettamente la predisposizione del Veneto per gli sport acquatici: “Otto nativi veneti tra nuoto, nuoto sincronizzato e pallanuoto, sono un numero considerevole – sottolinea Bardelle – e che evidenzia l’attenzione territoriale per questo genere di attività sportiva. Interessante notare anche la presenza di alcuni “veterani”, veri e propri simboli: Federica Pellegrini, Ruggero Pertile, Marco Galiazzo hanno già disputato altre edizioni dei Giochi e continuano a rappresentare il Veneto e l’Italia a livello mondiale”.
Qui di seguito l’elenco degli atleti divisi per sport e indicante nome, città di nascita, società sportiva di
appartenenza, specialità. I nomi in corsivo indicano gli atleti nati in altre regioni o Stati, ma che sono
tesserati per squadre venete oppure vivono in Veneto.

ATLETICA
Matteo Galvan (Vicenza), Fiamme Gialle, corsa velocità
Ruggero Pertile (Camposampiero, Padova), Assindustria Sport Padova, maratona
Gloria Hooper (Villafranca di Verona), Forestale, corsa velocità
Ayomide Folorunso (Abeokuta, Nigeria), Fiamme Oro Padova, 400 metri ostacoli
Desiree Rossit (Udine), Fiamme Oro Padova, salto in alto
Silvano Chesani (Trento), Fiamme Oro Padova, salto in alto
Yusneysi Santiusti Caballero (L’Avana, Cuba), Acsi Italia Atletica, 800 metri – vive e si allena a Padova

BEACH VOLLEY
Marta Menegatti (Rovigo)

CANOTTAGGIO
Alessandra Patelli (Conegliano, Treviso), Canottieri Padova, due senza

CICLISMO
Elia Viviani (Isola della Scala, Verona), Team Sky
Tatiana Guderzo (Marostica, Vicenza), Fiamme Azzurre
Francesca Pattaro (Este, Padova), Asd Fast Team

GOLF
Matteo Manassero (Negrar, Verona), Gardagolf Country Club
Giulia Molinaro (Camposampiero, Padova), Villa Condulmer Treviso
Giulia Sergas (Trieste), Golf Cortina Belluno

NUOTO
Luca Dotto (Camposampiero, Padova), Larus/Forestale, stile libero
Luca Pizzini (Verona), Carabinieri, rana
Andrea Toniato (Cittadella, Padova), Fiamme Gialle/Team Veneto, rana
Margherita Panziera (Montebelluna, Treviso), CC Aniene, dorso
Federica Pellegrini (Mirano, Venezia), CC Aniene, stile libero
Aglaia Pezzato (Castelfranco Veneto, Treviso), Esercito/Team Veneto, stile libero
Alice Mizzau (Udine), Fiamme Gialle/Team Veneto, stile libero

NUOTO SINCRONIZZATO
Beatrice Callegari (Castelfranco Veneto, Treviso), Marina Militare/Veneto Banca Montebelluna

PALLANUOTO
Christian Presciutti (Venezia), AN Brescia, attaccante
Elisa Queirolo (Santa Margherita Ligure), Plebiscito Padova, difensore
Laura Teani (Bergamo), Plebiscito Padova, portiere

PALLAVOLO
Filippo Lanza (Zevio, Verona), Trentino Volley, schiacciatore
Paola Egonu (Cittadella, Padova), Club Italia, schiacciatrice

TIRO CON L’ARCO
Marco Galiazzo (Padova), Aeronautica Militare
Guendalina Sartori (Monselice, Padova), Aeronautica Militare

TRIATHLON
Alessandro Fabian (Padova), Carabinieri

VELA
Vittorio Bissaro (Verona), Fiamme Azzurre
Silvia Zennaro (Chioggia, Venezia), Circolo Nautico Chioggia

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Zaia: “Non svendo Venezia, no alle trivelle”

Dopo il via libera alla ricerca di idrocarburi per 2.000 euro all’anno, al largo delle Tremiti in Puglia, Luca Zaia si oppone alle trivellazioni al largo di Venezia e in generale nell’Adriatico. “Io Venezia e il turismo veneto non li svendo per duecento miliardi, figurarsi per 2.000 euro – avverte - . La Regione Veneto è pronta a combattere al fianco delle altre Regioni. In ogni sede, con ogni mezzo lecito.”

Il presidente del Veneto ribadisce: “Facciano pure, in barba ai ripetuti proclami in difesa dell’ambiente e del patrimonio naturalistico nazionale, ma sappiano che il Veneto e altre nove Regioni, circa la metà d’Italia, non ci stanno e chiedono, a nome dei loro cittadini, di fermare questo pericoloso scempio i cui rischi superano di gran lunga i presunti benefici.”

Secondo Zaia il governo dovrebbe fare una “profonda autocritica e ascoltare i Presidenti delle regioni che si intendono di territori, dovrebbe inoltre adoperarsi in ambito internazionale per l’arresto delle trivellazioni in Croazia”.

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