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Disabili: in arrivo 7 milioni per il “Dopo Noi”

L’assessore Lanzarin e l’intesa con le associazioni delle persone con disabilità: 7 milioni di euro destinati agli interventi e ai progetti dalla Regione.

Il Veneto si attrezza per attuare il ‘Dopo di noi’, il primo provvedimento legislativo che riconosce specifiche tutele per le persone affette da disabilità al momento della perdita dei genitori o dei familiari, sostegno indispensabile per la loro vita quotidiana.

“La Regione – afferma Lanzarin –  ha definito le linee guida per avviare e sostenere nel territorio progetti di vita indipendente e percorsi di autonomia per i disabili gravi. Daremo priorità ad esperienze residenziali temporanee in appartamenti che riproducono le condizioni di una famiglia, a percorsi giornalieri di autonomia e a forme di sostegno per soluzioni domiciliari alternative ai grandi  istituti e alle Rsa, coinvolgendo il terzo settore, le famiglie e i servizi sociali”.

Sono oltre 3 mila i disabili gravi attualmente ospitati nelle strutture residenziali del Veneto. La rete delle 252 strutture offre 3554 posti, di cui 3200 accreditati, ai quali è garantito il contributo regionale.
La legge sul ‘Dopo di noi’, entrata in vigore il 25 giugno 2016 per tutelare i diritti dei disabili gravi rimasti privi del sostegno familiare,  disegna, per la prima volta in Italia, un piano di supporti per i disabili gravi, privi di aiuti familiari. A beneficiarne saranno, in via prioritaria quanti sono ospitati in strutture protette e sono rimasti senza rete parentale, nonché i disabili privi di mezzi economici che rimangono orfani o i cui genitori non sono più in grado di accudirli.

“La legge, nobile e avanzata negli obiettivi, in realtà – avverte l’assessore – promette più di quanto poi riesca a mantenere. Con 90 milioni di dotazione finanziaria per tutto il territorio nazionale per il primo anno di applicazione si potranno attivare risposte limitate. Il riparto tra Regioni assegna al Veneto 7,2 milioni quest’anno, complessivamente 14,7 milioni di euro nel triennio: una somma decisamente insufficiente per affrontare i problemi di tutte le persone con disabilità grave, rimaste senza il supporto della famiglia. Il nostro obiettivo – continua Lanzarin – è coinvolgere le associazioni e le forze vive e solidali dei diversi territori del Veneto per far decollare, in forma stabile e continuativa nel tempo, quelle esperienze di ‘vita indipendente’ e di autonomia ‘protetta’ che Ulss, comuni. Penso al co-housing, ai gruppi appartamento, ai supporti domiciliari per percorsi di ‘normale’ quotidianità”.

E conclude: “Vogliamo garantire alle persone con disabilità la possibilità, nei limiti delle loro capacità, di scegliere la loro condizione di vita e di poter sviluppare relazioni e potenzialità di crescita”.

 

Azzurra Gianotto

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Servizio Civile: Caritas Veronese cerca 7 giovani 

La Caritas Diocesana Veronese cerca 7 giovani in servizio civile per il progetto “Famiglie Resilienti per Abitare il Domani – Verona“.  L’obiettivo è di sensibilizzare i giovani sul tema della fragilità della famiglia, attraverso sistemi di coordinamento e di accompagnamento locali e strutturati. I giovani dai 18 ai 28 anni interessati, che dovranno impegnarsi per un anno devono essere in possesso dei seguenti requisiti: non avere pendenze penali, essere cittadini europei o familiari di cittadini europei e titolari di diritto di soggiorno, titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, per asilo e per protezione sussidiaria.

La candidatura deve pervenire entro le ore 14.00 di giovedì 23 aprile 2015 con queste modalità:
–    A mezzo posta o corriere;
– A mano negli orari di apertura (dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 16.00, venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00);
–  Con Posta Elettronica Certificata (PEC) di cui è titolare l’interessato, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf.

Per maggiori informazioni Caritas Diocesana Veronese – Area giovani e volontariato Tel. 045 8300677 – Mail. giovani@caritas.vr.it  – Web. ww.caritas.vr.it

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Affido familiare: a Venezia la promozione viaggia con il pane

 “A Venezia la solidarietà è buona e calda come il pane” è la nuova iniziativa dei Servizi Sociali della Municipalità di Venezia Murano Burano per offrire utili informazioni sull’affido familiare. Il progetto prevede di stampare sul sacchetto del pane del fornaio di fiducia alcune informazioni essenziali sull’affido familiare, accompagnate da un volantino con le date degli incontri di approfondimento con gli operatori specializzati. L’auspicio è che, a fronte dei 15mila sacchetti distribuiti, siano molte le probabilità di raccogliere concrete adesione da parte di famiglie o single interessati ad accudire bambini con disagi familiari.

“Sono stati 21, nel 2014 – ha ricordato la delegata ai Servizi Sociali, Paola Nicoletta Scarpa – i bambini della Municipalità in affido familiare, e 20 quelli ospitati in strutture protette residenziali. Ma ci sono poche famiglie, nel centro storico di Venezia, che prendono in considerazione questa forma di solidarietà, tanto che siamo costretti a mandare i nostri bambini in terraferma o addirittura nei comuni limitrofi. Con questa iniziativa, cerchiamo di sensibilizzare le famiglie a queste tematiche, facendo capire loro che l’affido può essere temporaneo”.

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Servizi all’infanzia in Veneto, diffusi ma con scarsa carica innovativa

I servizi all’infanzia in Veneto sono diffusi, ma non garantiscono l’accesso ai bambini poveri. I margini di miglioramento sono notevoli, soprattutto per quanto riguarda la spinta innovativa. L’offerta, infatti, si concentra soprattutto sulla formula “classica” degli asili nido, con esperienze in aumento di nidi in famiglia o tagersmutter. Può migliorare la presenza di servizi di altro genere, come spazi mamme, assistenza domiciliare, sostegno alla genitorialità, percorsi nascita, spazio giochi, mediazione culturale…. Di questo si è parlato nel seminario “Soluzioni innovative per i servizi per la prima infanzia in Veneto”, a Padova. Lo hanno promosso la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Fondazione Emanuela Zancan.

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A Verona primo passo verso le coppie di fatto

VERONA – La giunta comunale di Verona ha deciso di rilasciare, attraverso gli uffici dell’Anagrafe, un attestato per il riconoscimento delle famiglie anagrafiche unite da vincolo affettivo (così come definite dal Dpr 223 del 1989) caratterizzate da una convivenza stabile e duratura. Lo rende noto il Sindaco Flavio Tosi, spiegando che “si tratta di un primo passo nel riconoscimento delle cosiddette coppie di fatto, date le mutate esigenze della società contemporanea e l’evidente discrasia tra realtà sociale e disciplina giuridica”.

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Cgia: “Nordest spinto verso la deflazione”

La combinazione tra la contrazione dei prestiti bancari a famiglie e imprese, il calo dei consumi e il crollo del Pil ha spinto il Nordest verso la deflazione. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia, l’associazione degli artigiani di Mestre.
Secondo i dati, nel 2014, in 3 province su 13 l’andamento dei prezzi è stato negativo: -0,2 per cento a Pordenone e a Verona, -0,1 per cento a Treviso. In altre 4, invece, l’inflazione non ha registrato nessuna variazione: ciò è avvenuto a Venezia, a Gorizia, a Belluno e a Vicenza. A Trieste (+0,1%), a Udine (+0,1%), a Padova (+0,2%), a Rovigo e a Trento (+0,4%), invece, l’aumento è stato modestissimo. Solo a Bolzano la crescita è stata superiore all’unità: precisamente all’1,1%.

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