turismo-veneto

Veneto, prima regione turistica in Italia

Il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia, con 65 milioni di presenze e 17 miliardi di fatturato. Già così parliamo della prima economia del Veneto, senza dimenticare che, a fronte dei 180 mila letti alberghieri, ne possiamo calcolare 420 mila di altre tipologie, che vorremmo certificare al più presto. Questo significa che già oggi arriviamo a 100 milioni e più di presenze”. Queste le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, visitando oggi la Borsa Internazionale del Turismo – Bit in corso a Fieramilanocity.

“Tutti i settori evidenziano andamenti positivi – afferma Zaia – come anche in montagna. Un risultato eccezionale, quest’ultimo, raggiunto grazie al coraggio e alla perseveranza di imprenditori eroi, costretti a operare nella morsa di due territori a Statuto Speciale come le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Regione Friuli Venezia Giulia”.
E proprio per la montagna, Zaia ha posto l’accento sulla necessità “di spingere forte su un settore che, per la sua collocazione geografica, richiede massima attenzione, che può fregiarsi delle Dolomiti Patrimonio Universale dell’Unesco, e sul quale abbiamo due assi nella manica, due grandi sfide, come i Mondiali di Sci di Cortina 2021 e il Treno delle Dolomiti”.

“Per Cortina 2021 saremo pronti – ha assicurato il presidente veneto – abbiamo un piano per la viabilità regionale, un piano per i caroselli sciistici e e gli impianti, abbiamo risolto tutte le questioni autorizzative per la pista Tony Sailer. Sarà come attaccare il turbo per Cortina, ma lavoriamo perché le ricadute positive non siano solo per la Perla delle Dolomiti ma per l’intero settore montano e sciistico del Veneto, come deve essere quando su un territorio arrivano manifestazioni come un mondiale”.

“L’atro grande progetto – ha detto Zaia – è il Treno delle Dolomiti Venezia-Cadore-Cortina-Val Pusteria – il cui studio di fattibilità sarà pronto tra circa un mese. La collaborazione con Bolzano è ottima e ne scaturirà un’opera di grande efficacia e fascino: in due ore da Venezia a Cortina e poi dritti fino a Dobbiaco, con treni rispettosi dell’ambiente, come quello a idrogeno recentemente presentato in Germania, una integrazione massima tra gomma, rotaia e bicicletta, e con la ciclabile tra Calalzo e Cortina che rimarrà operativa”.

Ma ecco i numeri 2016 del turismo veneto. Sono quasi 18 milioni di arrivi  (+3.5% rispetto al 2015) per un totale di oltre 65 milioni di presenze (+3,4% rispetto al 2015).
Il primato degli arrivi è dato sia da un incremento sia dei turisti stranieri sia di quelli italiani; quello delle presenze, invece, è relativo ai soli stranieri. C’è un nuovo crescente interesse da parte della clientela italiana, che segna +4,7% di arrivi e +1,8% di presenze.
Per quanto riguarda le città sono evidenti gli aumenti di presenze a Verona (+9,1%), Treviso (+5,2%) e Padova (+4,4%). Le migliori performance tra i comprensori sono quelle del lago (+6.2% di arrivi e +7.2% di presenze), che ha superato il propri record grazie soprattutto ai tedeschi che rimangono i clienti più affezionati (40%), ma anche all’incremento di italiani e olandesi e delle città d’arte (+3,9 di arrivi e +6.1% di presenze).
Bene anche le terme (+5.6 di arrivi e +4.4 di presenze) e la montagna (+7.5% di arrivi e +2.7 di presenze).
Meno bene il comprensorio balneare (-0,7% arrivi e -0,6% presenze), che rimane pur sempre il primo per quanto concerne le presenze complessive (circa 24,5 milioni) e che conferma il gradimento straniero.
Nonosta il record del turismo veneto, risentono della crisi economica le famiglie che vanno meno in ferie e accorciano le vacanze.

Azzurra Gianotto

Leggi tutto
bevilacqua

Il “Parco delle Eccellenze Italiane” veronese esporta arte e cultura italiana in Cina

Il “Demorfismo Fotografico” dell’artista e fotografo veronese Giovanni Bevilacqua, riempirà di colori gli ambienti del “Parco delle Eccellenze Italiane” per poi spostarsi in luoghi istituzionali e governativi. La scelta é ricaduta su Giovanni Bevilacqua, fotografo artista, in quanto produttore di un nuovo modo di usare la fotografia e la macchina fotografica. Arte nuova e futuristica  per la Cina di oggi, pronta a rinnovarsi.

Sarà “Il Viaggio” la prima mostra che Giovanni Bevilacqua porterà in Cina a ridosso del Natale europeo, sarà poi la volta di “Innamorati di Verona”, che affiancherà la grande mostra dell’arte del ‘600 italiano nella prossima primavera. Il “Parco delle Eccellenze Italiane” è un progetto nato dalla collaborazione tra Confimprese Nordovest e la municipalità di Hangzhou. L’obiettivo è quello di valorizzare il meglio del “made in Italy”, l’eccellenza, per favorirne l’accesso al mercato cinese. Innovazione, design e servizi avanzati per il luxury brand, il food, il commercio, il divertimento, il turismo, l’arte sono i punti su cui l’imprendioria italiana vuole puntare. L’area espositiva commerciale di oltre 87.000 m² permetterà di mettere in mostra vetrine per la vendita di prodotti e lo scanbio di servizi. Saranno anche opere di design e dell’architettura italiana gli stessi edifici che compongono il parco, per mostrare fin da subito al pubblico la qualità dell’arte “made in Italy”.Il “Parco delle Eccellenze Italiane è collocato all’interno del territorio della città di Hangzhou, una città con 4.700 anni di storia.  Il “Parco Eccellenze Italiane and outlet” è situato all’interno di Dachuan, polo commerciale di Dahzu, nella provincia di Sichuan. Copre una superficie di 52.131 mq. e un floorage di 212.000mq. L’accordo concluso con Confimprese Nordovest ha raggiunto i suoi obiettivi nella maniera più rosea. Tanto che oggi si pensa alla creazione di un edificio multifunzionale adiacente a quanto già prodotto per ospitare più di 100 brand italiani. Adiacenti al parco delle eccellenze italiane and outlet sorgono strutture quali: hotel in stile, uffici, centri benessere, ristoranti e luoghi di intrattenimento.
Giovanni Bevilacqua è un artista veronese, che vive tra Verona e Vicenza. Le sue immagini sono visioni della realtà, sono storie narrate. Ha attraversato la fotografia di strada, che pratica ancora ma interpretandola come una sua propria visione, piuttosto che l’attimo catturato. Ha ideato una corrente artistica denominata “Demorfismo Fotografico”  che persegue l’idea di usare la macchina fotografica come un pennello per disegnare piuttosto come una “fotocopiatrice” della realtà. Dice della fotografia Bevilacqua: “La fotografia è da sempre una realtà quasi virtuale nella quale l’uomo pensa di doversi inserire con lo sguardo, ovvero la fotografia può essere intesa come l’immagine di quello che ci circonda vista attraverso un angolo così ristretto e così acuto (nel senso di stretto) come quello dell’obiettivo della macchina fotografica. Ma questa alle volte non è arte fotografica. Il solo riprendere quello che ci circonda non è arte nel senso più stretto del termine, quando il fotografo non inserisce nulla di personale all’interno della propria immagine fotografica, o altro che sia, questo diventa solamente un esercizio di tecnica che non ha nulla a che vedere con l’arte e ancor di più con quella fotografica.”
La conferenza stampa di presentazione avverrà il giorno 13 ottobre alle ore 12 presso il Comune di Verona, Palazzo Barbieri in Sala Arazzi.

 

Di Azzurra Gianotto

Leggi tutto
3

Le Terre del Prosecco in una mostra sensoriale

A Palazzo Sarcinelli si è aperta una mostra sul paesaggio del Prosecco Superiore che unisce vista e olfatto. Per la prima volta nel cinquecentesco palazzo comunale il visitatore è invitato a fare un percorso sensoriale tra 29 immagini di grande formato (+ 1 che si può ammirare già nell’Androne del Palazzo) e 4 profumazioni del terroir del Prosecco ispirate a diversi momenti del giorno e dell’anno. “Dentro le immagini, dentro i profumi, rivivendo il ciclo naturale del giorno e della notte, delle quattro stagioni, della pioggia e del sole, il visitatore è chiamato a confrontarsi con il paesaggio – spiega la curatrice, architetto Sara D’Altoé – quello atavico, desiderato o immaginato, e quello reale, con il quale entrerà pienamente in relazione solamente uscendo all’esterno e poi riferendo le sue impressioni attraverso la rete dei social network attivata per l’occasione”.

Una formula sperimentale, che mette insieme vent’anni di scatti del fotografo di paesaggio Francesco Galifi, e una ricerca durata 6 mesi a cura del profumiere Roberto Dario, su commissione di EUROISA ( l’Istituto Europeo di Analisi Sensoriale, il primo del sistema Confindustriale italiano).
“La mostra è frutto del confronto tra i sopralluoghi fatti nell’area interessata , le analisi tecniche dei terroir, la documentazione storica sulle evoluzioni del nostro paesaggio – spiega Emanuele Serafin, co-curatore della mostra – quello collinare caratterizzato dalla viticoltura del Prosecco Superiore, un territorio di circa 20 mila ettari che corrisponde a quello circoscritto dal triangolo disegnato tra i Comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene, in tutto 15 comuni”.

Alla ricerca delle ragioni di una candidatura a Patrimonio Unesco iniziata già nel 2008 e portata avanti dall’ATS “Colline di Conegliano Valdobbiadene patrimonio dell’Umanità”, che potrebbe concretizzarsi già il prossimo anno, la mostra porta il visitatore a fare un’esperienza di auto consapevolezza interiore.
“L’itinerario interno alla mostra porta il visitatore ad una progressiva assunzione di consapevolezza del proprio ruolo di attore e regista del paesaggio. Per citare Zanzotto, l’uomo dentro, o meglio, dietro il paesaggio – spiega Marco Ceotto, coautore della mostra – Dalla dimensione egoistica e disinteressata della prima sala, il visitatore matura progressivamente la propria visione del paesaggio culturale, fino alla meraviglia dell’ultima sala, della risultante della dialettica uomo-natura. E’ qui che, oltre alla condivisione del valore estetico del paesaggio così elaborato e intessuto, emerge anche una ulteriore esigenza, di carattere ambientalista”.

Dal paesaggio immaginato al paesaggio reale tocca al visitatore ripercorre e rivivere il racconto della mostra nella realtà esterna a Palazzo Sarcinelli. Con una gradita sorpresa.
A tutti coloro che lasceranno le loro impressioni sulla pagina del sito www.proseccoshire.it sarà dato in omaggio un biglietto di ingresso alla mostra ‘Carpaccio, Vittore e Benedetto da Venezia all’Istria’ a Palazzo Sarcinelli fino al 28 Giugno.

INFORMAZIONI
Galleria Novecento di Palazzo Sarcinelli (3 piano con ascensore)
Via XX Settembre 132, Conegliano TV

A cura di Sara D’Altoé, Emanuele Serafin, Anna Carlet, Marco Ceotto
Foto di Francesco Galifi prtofumazioni a cura di Roberto Dario (EUROISA)

Orari
dal 7 al 28 giugno 2015 / June, 7-28, 2015
Martedì – Venerdì: dalle 10-13 / Sabato e Domenica: dalle 15-18
Tuesday – Friday: 10-13 / Saturday and Sunday: 15-18

dal 4 al 27 settembre 2015 / September, 4-27, 2015
Venerdì – Sabato – Domenica: dalle 10-13 / dalle 15-18
Friday, Saturday and Sunday: 10-13 / 15-18

Entrata libera

Leggi tutto
questa-e-guerra-mostra-fotografica-padova

Padova, percorso guidato alla mostra “Questa è guerra”

Visite guidate gratuite alla mostra “Questa è guerra! 100 anni di conflitti messi a fuoco dalla fotografia” nella giornata di sabato 18 aprile. Il tema scelto è “La forza dell’immagine: un viaggio di storie e di emozioni”.

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è ospitata a Palazzo del Monte di Pietà, a Padova. Attraverso la guida, il visitatore avrà modo di vivere un’esperienza visiva adottando una chiave di lettura tematica di volta in volta diversa. Per usufruire della visita, è sufficiente acquistare il biglietto di ingresso alla mostra, ridotto per l’occasione e ritrovarsi davanti alla biglietteria all’orario prestabilito.
Leggi tutto
Università_di_Padova,_palazzo_bo,_cortile_01

Padova: il Bo apre al pubblico, tra arte, scienza e architettura

Il Bo, come non l’avete mai visto … del tutto. A partire da giugno, si potrà visitare interamente lo storico complesso che ospita l’Università degli studi di Padova, ma anche capolavori d’arte, architettura e design. La struttura sarà visitabile solo nelle giornate di sabato e domenica, per consentire agli uffici attualmente operativi di svolgere le consuete attività di gestione dell’Ateneo.

La visita guidata avrà la durata di un’ora e interesserà sia il comparto antico, più noto ai turisti, ossia quello concentrato intorno al Cortile Antico, sia le zone più moderne e volumetricamente più importanti, dove, come afferma il Rettore Giuseppe Zaccaria, sono condensate “pagine fondamentali della storia dell’arte, del design e dell’architettura italiana della prima metà del Novecento,  pagine sconosciute ai più che riteniamo doveroso svelare alla città e a chi visita Padova».
Il percorso di visita si snoderà attraverso il Cortile Antico, realizzato dal Moroni, l’effigie di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, proseguirà poi al Teatro Anatomico, voluto da Fabrici d’Acquapendente per le osservazioni delle dissezioni anatomiche. Si passerà poi alla Sala dei Quaranta, dove risiede anche la Cattedra di Galileo Galilei. Si procederà poi verso l’Aula Magna, un tempo sala da pranzo dell’albergo del Bo, trasformato poi in Aula Magna nel 1956, dove anche Albert Einstein tenne una prestigiosa conferenza nel 1921. Prevista una sbirciata molto fugace all’Archivio Antico ed in particolare alle librerie dove sono conservati codici, incunaboli e cinquecentine nella biblioteca benedettina dell’Abbazia di Santa Giustina. Il percorso continua negli spazi del Rettorato, le sale di Giurisprudenza e Medicina, l’Atrio degli Eroi e la Scala dei Saperi per viaggiare attraverso gli ottocento anni di storia, arte, scienza, architettura e vita quotidiana di uno degli Atenei che tutt’ora rappresenta una delle più grandi eccellenze italiane.

 

Leggi tutto
drinkart

Arriva DrinkArt 3 – Art is soul, incontri nell’arte tra viaggi di anime

di Marta Tudisco

 

MESTRE – Terza spunta blu per il collettivo artistico Lavanderia Young, che ieri ha presentato, in collaborazione con Sweet Cicuta e L’Altro Verdi, il terzo episodio del suo più fortunato progetto, “ DrinkArt 3 – Art is Soul ”. Si tratta di un esperimento di sociologia dell’arte: l’arte pone la domanda, ma restituisce anche la risposta, che trae origine dal risveglio della sensibilità artistica di chi partecipa.

Leggi tutto