Si fingeva 13enne, ma aveva 19 anni: espulso borseggiatore

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Venezia e Mestre prese d’assalto dai turisti, ma anche dai ladri. In questi giorni le fermate di autobus e vaporetti, specialmente quelle antistanti le stazioni ferroviarie, sono diventate terreno di caccia da parte di abili borseggiatori.

Nulla di strano, se si considera che, nelle ore di punta, sono tanti i turisti che si accalcano alla fermata dell’autobus diretto a Venezia, trascinando con sé, spesso in modo impacciato, i propri bagagli, creando le condizioni per permettere ai borseggiatori di portare a segno i loro furti.

Tra i casi più eclatanti, quello di un giovane bosniaco, che ieri è stato notato dagli agenti della Polfer uscire dalla stazione di Mestre a passo spedito e posizionarsi subito dopo in prossimità della fermata dell’autobus della linea 2, rimanendo a pochi passi dai viaggiatori in attesa del mezzo. Seguito dagli agenti in borghese a bordo dell’autobus, il giovane è stato colto in flagranza di reato mentre apriva la cerniera della borsa di una turista per rubare il portafogli.

Accompagnato in ufficio dagli agenti, all’atto dell’identificazione il ragazzo ha esibito una “dichiarazione d’identità” rilasciata dal non meglio noto Ente Morale Opera Nomadi Lazio, documento visibilmente falso.

Gli agenti, considerata la statura fisica del giovane, naturalmente non hanno creduto che potesse aver 13 anni, come egli stesso aveva dichiarato. Fatta richiesta al Tribunale  per i minorenni di Venezia, la polfer ha ottenuto l’autorizzazione per sottoporre il giovane a un esame radiologico con lo scopo di stabilire la sua identità in base alla struttura ossea.

Ecco che il bosniaco, entrato all’Ospedale dell’Angelo tredicenne, ne è uscito diciannovenne e senza lo scudo di impunità di cui possono fruire i minori di 14 anni e di conseguenza è stato denunciato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia ed espulso dal territorio nazionale.

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