Se ripresa fa rima con cultura

Offerta culturale per sconfiggere la crisi. È questa la ricetta che si legge tra le righe dell’ultimo rapporto statistico regionale. L’impatto economico della cultura, in Veneto, produce infatti una quota che va dal 5,4% al 6,3% del valore aggiunto totale ed esporta beni per 5,5 miliardi di euro, pari al 10,5% del valore totale delle esportazioni venete, incidendo per l’8,2% sull’export culturale nazionale.

Nell’immaginario collettivo straniero, Italia è sinonimo di cultura, in ogni sua forma ed espressione. Eppure, nel Bel paese, i “consumi” di questo genere e la partecipazione attiva ad attività culturali risultano in calo più che in altri Paesi europei. Nel corso del decennio 2001-2011 la percentuale di spesa delle famiglie venete destinata alla cultura si è sempre mantenuta al di sopra del dato italiano e ha oscillato fra i valori 7,5% e 8,2%. Nel 2011, ultimo anno disponibile, è pari a 7,6%, quota superiore alla media nazionale del 7,3% ma ancora inferiore alla media europea dell’8,%.
La propensione alle attività culturali è certamente trainata dalla vastità dei musei presenti sul territorio regionale, ma bisogna anche ricordare come, alla struttura culturale e museale permanente, si aggiunga il mare magnum dei cosiddetti “eventi temporanei” (mostre, esposizioni, conferenze, spettacoli di danza e teatro, concerti, ecc.), fenomeno di spessore non indifferente soprattutto nei comuni di maggiori dimensioni come i capoluoghi, ma non solo. Un esempio per tutti rimane comunque Venezia dove, nel 2012, si sono svolti 2.844 eventi per 18.974 giornate, per una media di 52 ogni giorno. Il Veneto nel 2012 è stata la sesta regione per numero di manifestazioni organizzate: sono infatti stati 130 (pari al 43%) i musei veneti che hanno allestito mostre temporanee.
Prendendo in esame il settore più ludico degli spettacoli, questi portano in Veneto un volume d’affari pari a 604 milioni di euro. Considerando l’intero panorama delle rappresentazioni, nel 2012 la regione adriatica appare al terzo posto tra le regioni italiane sia in quanto a spesa al botteghino, sia in termini di spesa del pubblico. Anche questi eventi hanno comunque mostrato i segni della crisi economica: -6% del numero di spettacoli, -4% degli ingressi, -25% della spesa del pubblico, per un totale di -22% del volume degli affari rispetto al 2008.
 
A.M. 
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