Rapporto Unesco: bene Verona, Vicenza in difficoltà

Oltre 1,5 milioni di turisti nel 2013, in crescita di circa il 17% rispetto al 2009, di cui 789 mila hanno soggiornato a Verona. Sono i dati del report 2014 “Verona Città Unesco”, che fa il punto sul turismo del capoluogo veronese nel periodo 2009-2013. L’anno scorso sono stati circa 624 mila gli arrivi nelle strutture alberghiere: 253 mila italiani e 371 mila stranieri di cui il 31% arriva da Sud America, Africa e Asia (+18% rispetto al 2009), attratti soprattutto da eventi fieristici. Un aumento significativo è dato dalle strutture extralberghiere che registrano un +129% con circa 161 mila arrivi. A trainare il turismo a Verona sono ancora una volta l’Arena e dalla Casa di Giulietta che rappresentano circa il 73% dei 1,4 milioni di biglietti staccati nei musei e nei monumenti cittadini.

Dati meno lusinghieri sono quelli che relativi alla città di Vicenza, che deve fare i conti con un’offerta culturale frammentata e di difficile gestione. “La città e le ville palladiane – ha ammesso  il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci – rappresentano un sito seriale assolutamente unico. Caratterizzato dalla firma del Palladio, brand estremamente riconoscibile quindi dallo straordinario appeal. Il nostro sito UNESCO è allo stesso tempo estremamente complesso, perché frammentato in 23 monumenti e 24 ville sparse in un territorio che coinvolge la Regione, sei Province, 21 Comuni, 5 soprintendenze, enti, associazioni e un discreto numero di proprietari privati”. Ecco perché non si è ancora riusciti ancora a  “vendere” un’immagine coordinata e perché le entrate relative ai visitatori risultano estremamente basse (1% delle risorse).
“In realtà, essendo Vicenza un Comune dai conti assolutamente in regola, potremmo fare molto di più – ha concluso il vicesindaco – Per questo, come membri del consiglio direttivo dell’associazione Beni Italiani UNESCO chiederemo lo scomputo dal patto di stabilità delle spese per interventi strutturali sui siti, oltre che nuove norme che ci assicurino maggior capacità di tutela del patrimonio mondiale di fatto affidato alle città”.
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