Povertà, code e tensioni per accedere al contributo regionale

Code e momenti di tensione si sono avute ieri davanti a molti comuni veneti in occasione della scadenza dei termini di presentazione delle domande di contributo regionale alle famiglie in difficoltà. È stato il giorno più critico delle ultime due settimane, durante le quali molte persone si sono affollate davanti alle sedi degli enti locali nella speranza di arrivare agli sportelli per inoltrare le richieste. Alcuni non ce l’hanno fatta e altri non hanno retto alla stanchezza e hanno rinunciato A fronte di tutto ciò, Cgil Cisl Uil regionali hanno scritto al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto, per chiedere una proroga dei termini di presentazione delle richieste e più tempo ai comuni per la predisposizione delle graduatorie. Purtroppo, sottolinea il sindacato, lo stanziamento regionale è limitato e il numero dei beneficiari pure. “L’aver posto poi una soglia di reddito relativamente alta (16.000 euro) allarga di molto la platea degli aventi diritto con il rischio che si creino false aspettative e soprattutto squilibri a scapito di persone in forti difficoltà” riferisce il sindacato. “Dobbiamo evitare che per il futuro si ripetano situazioni del genere – osserva il segretario generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora -, incrementando e gestendo diversamente gli aiuti e mettendo in atto misure di contrasto alla povertà a tutti i livelli”. E aggiunge: “Soprattutto occorre rimettere in moto il lavoro perché il Veneto, nonostante una leggerissima attenuazione della crisi legata alle esportazioni, resta impantanato in una situazione drammatica come evidenziano la crescita pesante della cassa integrazione, il raddoppio dei licenziamenti nelle aziende maggiori e l’ aumento costante e vertiginoso delle persone in cerca di occupazione”. Il tasso di disoccupazione veneto, che nel 2007 era del 3,4%, attualmente sta viaggiando sull’8% mentre le persone in cerca di lavoro nel primo trimestre del 2013 hanno sfiorato le 200.000 unità, portandosi al triplo dei valori del 2007 e attestandosi a un +35% rispetto ad appena un anno prima. Secondo le ultime rilevazioni Istat sul Veneto (anno 2012), solo il 57,5% delle famiglie dichiara di disporre di risorse economiche adeguate, mentre il 37,1% le dichiara “scarse” e il 5,3% “assolutamente insufficienti”. Il balzo dei poverissimi è di un + 18% sul 2011 (erano il 4,5%) e più che doppio rispetto ai primi anni 2000. “L’anno prossimo non sarà migliore sotto questo profilo – avverte Viafora – a meno che non si adottino con urgenza misure che rilancino redditi e lavoro oltre a politiche volte a sostenere l’industria e una nuova qualità della crescita. Su questo è aperta una fase di mobilitazione e di confronto. Il sindacato Veneto non starà fermo a contemplare le macerie”.

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