Pellicani scende in campo per le primarie a Venezia

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MESTRE – Il suo nome circolava tra i possibili sfidanti alle primarie da mesi. Oggi Nicola Pellicani, 54 anni, giornalista de La Nuova di Venezia e Mestre, presidente dell’omonima fondazione intitolata al padre Gianni, ha formalizzato la sua candidatura nel corso di una conferenza stampa. Pellicani, nuovo alla politica, rappresenta il candidato unico su cui le forze del Partito Democratico si sono accordate per le prossime primarie. Una scelta di rottura, per rigenerare le ferite della città, che Pellicani ha spiegato questa mattina: “Se la mia candidatura non avesse attecchito nel Partito Democratico non ci sarebbe stata – ha affermato Pellicani -. Il PD ha dimostrato un gesto di grande coraggio nell’investire in una candidatura esterna al partito e che fosse l’espressione della città.”
Il programma elettorale toccherà i nervi scoperti su cui i cittadini attendono da tempo soluzioni strategiche: “Si tratta di un continuo work in progress – ha proseguito Pellicani – implementeremo nuovi temi e costruiremo insieme un progetto per cambiare Venezia e guardare al futuro con rinnovata speranza”. Venezia e Mestre saranno al centro del programma di rinnovo, due città stanche e ferite, cui Pellicani, che nel frattempo ha preso un periodo di aspettativa dal lavoro, promette un operato “nel segno della trasparenza, dell’etica, della legalità e dell’innovazioni”, sostenuto dal lavoro di una squadra composta sia da elementi nuovi sia dai rappresentanti politici che negli anni hanno lavorato per valorizzare ed esprimere il meglio delle due città.
La ‘pre-condizione’, come lui stesso l’ha definita, per governare la città è la possibilità di rinegoziare il Patto di Stabilità: “La politica si può fare sui programmi, ma dobbiamo risolvere i problemi concreti altrimenti sarà difficile governare Venezia”. Altro punto su cui rimarca il suo impegno è il tema della Città metropolitana, una prova urgente per costruire la città che diventerà il polo del Nordest. “La sfida deve essere quella di disegnare un futuro nuovo per Venezia e si giocherà tra le città e i territori. Dobbiamo affrontare la città metropolitana con questo spirito. Il piano strategico ci consentirà di costruire un progetto per Venezia metropolitana e darà le opportunità per fare politica unitaria per il turismo”.
La ricerca di politiche concrete per governare i flussi turistici, il binomio cultura e turismo sono le soluzioni per risolvere i problemi legata all’invasione dei turisti in una città ancora percepita come poco innovativa: “Servono nuove forme per raccontare Venezia in giro per il mondo. Dobbiamo trovare politiche di storytelling innovativo per cambiare il modo di vendere la nostra città nel mondo”. A questo si lega il tema Grandi navi, il cui obiettivo è allontanare i giganti dal bacino di San Marco: “Mi auguro che il prima possibile arrivino a conclusione le valutazioni di impatto ambientale per poi prendere una decisione concreta sul tema”.
Su Mestre si spende citando l’impoverimento della zona industriale di Porto Marghera, che di conseguenza avrebbe causato la perdita di identità della cittadina, ora in attesa di una concreta ridefinizione: “Ricostruiremo la nuova identità di Mestre a partire da un progetto di rigenerazione urbana”. Si intendono interventi sul costruito, riqualificazione urbana e un piano per il commercio, “per toglierci di dosso il senso di insicurezza e di degrado che viviamo tutti i giorni in città”. Gli interventi prioritari saranno spesi soprattutto a favore del patrimonio edilizio di Mestre, con una significativa rigenerazione dei centri storici e le bonifiche delle aree industriali.
Il piano di rinnovamento prevede un occhio di riguardo nei confronti dei giovani, al centro del programma di cambiamento di Pellicani. Si prevede un intervento attivo sulle politiche del lavoro e dell’occupazione, chiamando in causa tutti i soggetti presenti in campo. “La politica è lo strumento principe per risolvere i problemi critici dei cittadini – ha concluso Pellicani – e la ricostruiremo partendo dal comune, che diventerà il luogo in cui si decideranno le risoluzioni dei temi fondamentali della città”.

 

di
Marta Tudisco

 

 

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