Lupi, assessore Pan: “Il ritorno è spontaneo e non va confuso con randagismo cani-lupo”

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“Il lupo sta tornando spontaneamente sulle Alpi, nessuna reintroduzione è mai stata fatta né nelle Alpi né in Italia, come ben sanno tutti coloro che si occupano da anni di questa specie”.
Queste sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura e alla Caccia rispetto al ripopolamento dei lupi nelle montagne venete.

“La Regione Veneto, che è responsabile dell’attuazione del progetto europeo Life WolfAlps nel territorio regionale –  chiarisce Pan – sta monitorando attentamente le presenze e gli spostamenti dei lupi  sull’Altipiano, e le predazioni su animali selvatici, in particolare mufloni, che peraltro corrispondono al normale comportamento predatorio del lupo”.

Il progetto europeo pero’ non ha meriti per il fenomeno dei lupi in aumenti, Pan precisa che è “erroneo insinuare l’idea che il progetto abbia introdotto nuovi esemplari sulle Alpi e che ‘al posto del lupo italico, in Altopiano sia arrivata una specie differente, risultato di un incrocio, che avrebbe dato vita ad esemplari molto più aggressivi e per nulla timorosi dell’uomo’ “.

Il lupo starebbe tornando in Veneto per effetto delle migrazioni spontanee di esemplari dagli Appennini e dalla Slovenia. Gli accoppiamenti tra questi esemplari sarebbero testimonianza del ritrovato equilibrio dell’ecosistema alpino.

“Ricordo – prosegue Pan – che il lupo non attacca mai l’uomo: appare quindi scorretto e immotivato anche solo insinuare il velato sospetto che la sua presenza sia un pericolo per la pubblica incolumità. Diverso – conclude l’assessore veneto – è invece il caso, peraltro confermato anche dai rilievi effettuati dai servizi veterinari anche sull’Altopiano di Asiago, della crescente presenza di cani lupo randagi. Un effetto, questo, connesso all’abbandono e alla spopolamento della montagna, che contribuisce a favorire l’inselvatichirsi di specie domestiche”.

 

Azzurra Gianotto

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