In Veneto il 70% degli affidi dei minori è di fonte giudiziaria

Sono oltre 50 esperti arrivati a Padova da 15 paesi nell’ambito del meeting “Le forme dell’affido in Europa: cosa sappiamo degli esiti e delle condizioni di efficacia?” organizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova con l’associazione internazionale per la valutazione di esito in area infanzia e famiglia (iaOBERfcs), la Fondazione Paideia di Torino e l’International Foster Care Research Network. I lavori, in questa prima fase riservati agli esperti, si concluderanno domani con una conferenza aperta al pubblico (ore 9-18, auditorium del centro culturale Altinate San Gaetano).
Molti gli spunti di riflessione che emergono dal confronto europeo e che mettono l’Italia in condizione di riflettere sul proprio sistema di accoglienza. Secondo le ultime stime disponibili in Italia a fine 2010 erano 29.309 i ragazzi fuori della famiglia (il 2,9 per mille della popolazione minorile complessiva). Ma, cosa non nuova nel nostro paese, i dati evidenziano profonde disuguaglianze. La prima è di carattere geografico: il tasso di allontanamenti varia notevolmente a seconda della regione considerata. La forbice è ampia e va dall’1,6 ogni mille bambini dell’Abruzzo a un massimo di 4,7 per mille della Liguria, con differenze piuttosto accentuate. I dati medi sono del 3,1 per mille a Nord-Ovest, del 2,9 per mille a Nordest, del 3 per mille al Centro, del 1,6 per mille al Sud e del 3,5 per mille nelle Isole. Il Veneto, con 2.075 minori fuori famiglia, ha un tasso del 2,5 per mille (fonte: Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, 2013). «Queste differenze non sono spiegabili con bisogni di maggiore o minore intensità – precisa Vecchiato -. Ci parlano della maggiore o minore presenza di risorse e capacità professionali per affrontare i problemi presenti nei territori». 
Tra le criticità del sistema italiano, inoltre, spicca il deficit di iniziativa dei servizi di affrontare le decisioni nei tempi appropriati, considerato che tre affidi su quattro (il 76%) sono di fonte giudiziaria. In Veneto la percentuale di affidi imposti dal tribunale è del 70%.  «I servizi non riescono a intervenire prima che la situazione sia tanto grave da imporre l’intervento del giudice – spiega Cinzia Canali, ricercatrice della Fondazione Zancan -. È evidente dunque che la capacità dei servizi deve aumentare notevolmente». 
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