Il Patriarca Moraglia ricorda la sacralità del matrimonio alla Festa della Salute

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“Chi è sposato nel Signore ha detto il suo ‘sì’ in Cristo, – ha detto il Patriarca Moraglia durante la messa nel giorno della Festa della Salute- e ama perché qualcuno lo ama per primo e proprio da questo amore nasce il suo amore; il sacramento è solo questo, il resto a cui noi abbiamo dato troppa importanza è pura conseguenza. Vediamo anche sui matrimoni che facciamo, dove li facciamo, in modo turistico e così via”.

 

Questo è il messaggio che ha voluto divulgare durante l’omelia della messa il giorno della Salute. Messaggio che vuole essere rivolto a tutti, anche ai migliaia di turisti che si sposano a Venezia, dimenticando l’importanza di questo voto.

«È importante, però, giunti a questo punto, – ricorda Moraglia – dire di nuovo, con chiarezza, che il sacramento del matrimonio chiede d’esser preparato, non improvvisato, celebrato al momento opportuno e non prima o in modo estemporaneo».

Il Patriarca ha poi evidenziato che “la famiglia è anche una realtà sociale importante sulla quale poter costruire una società che sia veramente coesa e capace di condividere”. In Italia afferma il Patriarca è “il primo ammortizzatore sociale”. Nell’omelia ricorda anche altri due ‘mali’ del nostro tempo, rispettivamente l’individualismo e il riduzionismo.

«La prima è l’individualismo, un tarlo che mina le relazioni; la seconda è il riduzionismo, cioè non siamo più capaci di cogliere l’interezza. Riduciamo l’uomo e le relazioni a una parte di quello che dovrebbe essere l0umanità, allora tutto diventa economia, finanza, corporeità, materialità mettendoci di fronte a una società che zoppica».

 

Di Azzurra Gianotto

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