Grandi Navi, Moretti: “Aprirsi al confronto per trovare soluzioni rapide”

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“Spiace constatare che c’è chi è ancora abituato a fare politica tacciando di affarismo e trame oscure chi non la pensa come lui. Si tratta di una modalità di intimidazione irrispettosa ed inaccettabile, cui va detto basta.”

Questa la presa di posizione della capogruppo del PD in Consiglio regionale, Alessandra Moretti, che replica così alle accuse ricevute nella querelle sulle grandi navi a Venezia, “un dibattito che peraltro rimane aperto proprio in virtù di quei documenti che alcuni sventolano come inviolabili tavole della legge: l’ordine del giorno approvato in Senato il 6 febbraio 2014 impegna il Governo ad assicurare che tutte le soluzioni presentate siano comparate e considerate in sede di valutazione ambientale, a prescindere dallo stato di avanzamento progettuale. Lo stesso programma elettorale del PD per le ultime comunali veneziane ribadisce il concetto, chiedendo il ‘confronto concreto, alla pari, di tutte le alternative proposte”.

Moretti sottolinea quindi che “l’ordine del giorno, a prima firma Casson, dice esplicitamente di ‘avviare le valutazioni comparative delle soluzioni presentate entro 30 giorni e a concluderle entro 3 mesi, tenuto conto della necessità di garantire i livelli occupazionali’. Da quel documento è passata la bellezza di quasi 20 mesi. Dov’erano questi signori? Dove è finito, in tutto questo tempo, quel fervore a difesa dei livelli occupazionali e sull’urgenza di trovare una soluzione?”. Prosegue il capogruppo PD in Consiglio Regionale: “La mia posizione, come quella di altri, è perfettamente in linea con quella del PD veneziano. Esprimere come ho fatto, alla luce di un confronto con i tecnici di alcuni ministeri, un giudizio a favore della messa a valutazione del progetto riguardante il canale Vittorio Emanuele, ritenendolo come soluzione che può coniugare e tutelare la salvaguardia ambientale, i posti di lavoro, la stazione marittima e l’indotto economico, va nella direzione del ‘confronto concreto, alla pari, di tutte le alternative proposte’. E va soprattutto nella direzione di rompere quell’impasse che ad oggi nessuno è mai riuscito a rompere. Se proprio vogliamo vedere nelle mie parole una lesa maestà, questa è nei confronti dell’immobilismo. Non di sicuro nei confronti di una linea assunta dal PD veneziano”.

L’esponente democratica conclude: “A differenza di chi ritiene che il dibattito sia chiuso, io invece ritengo doveroso che il confronto vero tra soluzioni debba subire un’accelerazione decisiva. Questo anche per rompere un altro fronte, ovvero quello dell’immobilismo della Regione: il governo veneto non dice una parola su questa vicenda, come se il problema non lo riguardasse. Spetta alla politica, assieme alle istituzioni, trovare soluzioni. Se vedo che un problema resta in sospeso per anni senza che nessuno prenda una decisione, mortificando un’intera economia, personalmente ritengo di avere l’obbligo di assumermi la mia responsabilità. Ed è quello che continuerò a fare”.

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