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Il Patriarca Moraglia ricorda la sacralità del matrimonio alla Festa della Salute

“Chi è sposato nel Signore ha detto il suo ‘sì’ in Cristo, – ha detto il Patriarca Moraglia durante la messa nel giorno della Festa della Salute- e ama perché qualcuno lo ama per primo e proprio da questo amore nasce il suo amore; il sacramento è solo questo, il resto a cui noi abbiamo dato troppa importanza è pura conseguenza. Vediamo anche sui matrimoni che facciamo, dove li facciamo, in modo turistico e così via”.

 

Questo è il messaggio che ha voluto divulgare durante l’omelia della messa il giorno della Salute. Messaggio che vuole essere rivolto a tutti, anche ai migliaia di turisti che si sposano a Venezia, dimenticando l’importanza di questo voto.

«È importante, però, giunti a questo punto, – ricorda Moraglia – dire di nuovo, con chiarezza, che il sacramento del matrimonio chiede d’esser preparato, non improvvisato, celebrato al momento opportuno e non prima o in modo estemporaneo».

Il Patriarca ha poi evidenziato che “la famiglia è anche una realtà sociale importante sulla quale poter costruire una società che sia veramente coesa e capace di condividere”. In Italia afferma il Patriarca è “il primo ammortizzatore sociale”. Nell’omelia ricorda anche altri due ‘mali’ del nostro tempo, rispettivamente l’individualismo e il riduzionismo.

«La prima è l’individualismo, un tarlo che mina le relazioni; la seconda è il riduzionismo, cioè non siamo più capaci di cogliere l’interezza. Riduciamo l’uomo e le relazioni a una parte di quello che dovrebbe essere l0umanità, allora tutto diventa economia, finanza, corporeità, materialità mettendoci di fronte a una società che zoppica».

 

Di Azzurra Gianotto

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parrucchiere

Prove tecniche di trucco e parrucco

Care sposine,

procedono i preparativi? I miei sì. Ci stiamo avvicinando alla data e pochi giorni fa ho vissuto l’esperienza della prova “trucco e parrucco”. Ok, non è andata come speravo, ma non mi faccio spaventare.

Trovare l’acconciatura giusta non credo sia facile: bisogna trovare il giusto equilibrio tra semplicità ed eleganza. Ho fatto diverse prove con la mia parrucchiera e, almeno per ora, un risultato c’è stato: mi sono chiarita un po’ le idee. Innanzitutto ho capito che mi devo rassegnare: i capelli raccolti non fanno per me. Mi vedevo troppo scoperta e tirata. Non li voglio però nemmeno sciolti… perchè mi sembra troppo poco “acconciata” la mia testa. Così credo che opterò per un semiraccolto, ma la prima prova non mi ha convinto. Tornerò.

Lo stesso per il trucco: per quanto mi riguarda, l’importante è che dia luce al viso. Anche in questo caso penso sia importante trovare un equilibrio: il trucco che ho provato era bello, lì per lì, ma più me lo vedevo addosso e meno mi sembrava adatto. Dopo un po’ mi sembrava addirittura scomparso… E’ fondamentale che il trucco non sia troppo pesante, ma bisogna anche considerare che non è un giorno qualsiasi e non basta – almeno per me – un trucco qualsiasi. E soprattutto l’effetto deve essere garantito dall’alba al tramonto. Siete d’accordo?

Qual è la vostra  esperienza?

@sposina2015

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Quando l’abito è “quello giusto”

Non ci avrei mai scommesso, ma la scelta dell’abito è stata una vera e propria passeggiata. Sono andata a colpo sicuro e, incredibile a dirsi, mi è andata proprio bene. Era già qualche mese che filavo dietro un modello visto per caso in un catalogo di una famosa marca. Non vedevo l’ora di provarlo, ma ero certissima che non mi sarebbe stato bene. Addosso alle modelle, si sa, sembrano tutti abiti splendidi ma poi addosso a noi donne comuni…
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Fissiamo un budget?

Scusate sposine, sono tornata… L’estate è passata in un lampo e sono tutta presa dal rientro al lavoro. In più, i preparativi del matrimonio stanno per entrare nel vivo… Dunque, dove eravamo rimaste? Avete scelto tra catering e ristorante?  Io sì… una location mi ha colpita e, non avendo il ristorante, mi ha “imposto“ la scelta del catering. Ora si apre il capitolo goloso delle “prove”. Cercate sempre di avere qualcosa da assaggiare prima di confermare. Poi, nel corso dell’inverno, avrete modo di approfondire la conoscenza dei piatti, di scegliere il menu, di decidere gli antipasti ecc…

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Catering o ristorante?

Catering o ristorante? E’ uno dei primi e più delicati bivi che aspettano le spose in procinto di organizzare le proprie nozze. Per entrambe le opzioni ci sono dei pro e dei contro. Io ho optato per la soluzione location+catering, non perchè la reputassi di base migliore rispetto all’altra, ma semplicemente perchè mi sono innamorata di una location che non fornisce il servizio di ristorazione. Quindi, la mia è stata una direzione obbligata. Così, dopo aver girato mezzo Veneto alla ricerca della migliore location, ho dovuto ricominciare a trotterellare per la regione cercando il catering più adatto.

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Dite addio al nubilato!

Mentre @sposina2015 è indaffarata con i primi passi per preparare il suo matrimonio dell’anno prossimo (che continuerà a raccontarvi nei prossimi giorni), una fedele amica di Venetoinfo tra qualche settimana dirà il suo “sì”. Si chiama @sposina2014 e tra poche ore terrà fede alla tradizione dell’addio al nubilato…Anche lei da oggi fino alle nozze racconterà emozioni, paure, inconvenienti, aneddoti del matrimonio. Sarà utile per @sposina2015 e per tutte le lettrici!

Care sposine,
Manca poco più di un mese al grande giorno e io non sto già più nella pelle. Non che in generale affronti la vita in maniera “zen”, ma ormai mi conosco. Succede sempre così, come con gli esami universitari: agitatissima prima, poi quando sono lì…pouf! mi calmo.  Sì i primi 30 secondi di paura ci sono, ma svaniscono dopo la prima parola. Credo che all’entrata della chiesa succederà la stessa cosa. Salirò le scale con il cuore in gola e poi, una volta dentro, mi godrò la passeggiata.
Oggi vi scrivo perché prima di ogni matrimonio che si rispetti deve esserci anche un addio al nubilato che si rispetti e che, se siete fortunate quanto lo sono io, sarà organizzato dalle vostre più care amiche. Cosa succederà a me? Lo scoprirò nel weekend e state sicure ve lo racconterò. Per ora le indicazioni sono un costume da bagno in valigia e uno spezzato, maglia pantalone per la sera: il che mi fa pensare che nel corso della serata dovrò indossare qualche capo di abbigliamento “particolare”. Nella serata dei miei desideri ci sono una spiaggia, tante amiche, musica, il rumore delle onde, grosse risate e tanta leggerezza. E a giudicare dalle prime indiscrezioni credo che le mie amiche abbiano fatto centro!!!
E voi, come immaginate la vostra? L’anno scorso ho trascorso l’addio al nubilato di un’amica alle terme. Care ragazze credo sia una valida alternativa: specie per chi decide di sposarsi nei mesi invernali o primaverili, quando le temperature sono ideali per acque termali, saune e bagni turchi. Un toccasana di bellezza e relax che metteranno a proprio agio la sposa e le fortunate amiche. Da qualche anno poi c’è chi decide che per salutare la vita da single prendendo un aereo. Gettonatissima la Spagna, con Barcellona, sembra essere diventata la capitale delle future spose.
E la regola del rapisci la sposa? L’effetto sorpresa è assicurato.   che la protagonista sia libera da eventuali impegni lavorativi è necessario…non vorrete incorrere nelle telefonata del capo proprio nelle vostra ultima serate tra amiche single?

@sposina2014

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Inizia il conto alla rovescia

Ok. E’ deciso. Tra un anno circa saremo marito e moglie. Che emozione! 

Come me lo ha chiesto? Curiose! Questo lo tengo per me. 

Anche perché non c’è tempo da perdere in convenevoli.  Baci, abbracci e lacrime possono aspettare il giorno del fatidico sì. Ora bisogna organizzare!

 

Prima cosa da fare: chiesa o comune? No, ragazze, non è troppo presto per pensarci. Soprattutto se ci si sposa in un periodo inflazionato come giugno. Per cui se anche voi avete un appuntamento con l’abito bianco l’anno prossimo dovete sbrigarvi! Noi personalmente abbiamo scelto il matrimonio religioso, ma è una questione totalmente personale. Il consiglio ai futuri sposi è di parlarne chiaramente. In genere sono discorsi già affrontati, triti e ritriti, ma è pur vero che una cosa è parlare in generale, un’altra è pensarci davvero in prospettiva. Magari un ripensamento o un’indecisione potranno far propendere per un’idea o l’altra.

In molte pensano che il matrimonio in Comune sia meno romantico. Dipende, in realtà, da chi e come lo organizza. Le location ormai sono numerose. E anche i palazzi comunali sanno riservare delle sorprese. Perché non buttarsi, ad esempio, su un matrimonio “all’americana”, all’aperto o in riva al mare? Eh sì, anche qui da noi è possibile ispirarsi ai (mille) matrimoni di Brooke e Ridge. Per cui, largo all’immaginazione!

 

Decisione presa? Bene. La seconda cosa è verificare le disponibilità. Giugno è un mese iper-gettonato quindi è meglio pensare anche a un piano B nel caso in cui la location scelta fosse già stata presa da altre coppie. Per la chiesa tendenzialmente ci si sposa nella parrocchia della futura moglie o, in caso, in quella di residenza della coppia. Ma basta trovare un parroco di mentalità un po’ più aperta ed essere pronti ad affrontare un po’ di burocrazia per aggirare il problema nel caso, ad esempio, si volesse una determinata chiesa perché particolarmente bella, perché si conosce il parroco o per altri motivi personali.

Io mi sposerò in campo neutrale, ma in una città che conosco e frequento. Altre sposine scelgono la chiesa solo in base a fattori estetici, insomma… anche qui è una cosa soggettiva. Non illudiamoci però: io ho avuto fortuna, ma mi sono scontrata anche con un bel “no” davanti al portone della prima chiesa che avevo scelto. “Non appartengo alla comunità” mi è stato detto. Ecco perché è importante un piano B. 

 

Fine puntata 1.

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@sposina2015 

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