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Lupi, assessore Pan: “Il ritorno è spontaneo e non va confuso con randagismo cani-lupo”

“Il lupo sta tornando spontaneamente sulle Alpi, nessuna reintroduzione è mai stata fatta né nelle Alpi né in Italia, come ben sanno tutti coloro che si occupano da anni di questa specie”.
Queste sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura e alla Caccia rispetto al ripopolamento dei lupi nelle montagne venete.

“La Regione Veneto, che è responsabile dell’attuazione del progetto europeo Life WolfAlps nel territorio regionale –  chiarisce Pan – sta monitorando attentamente le presenze e gli spostamenti dei lupi  sull’Altipiano, e le predazioni su animali selvatici, in particolare mufloni, che peraltro corrispondono al normale comportamento predatorio del lupo”.

Il progetto europeo pero’ non ha meriti per il fenomeno dei lupi in aumenti, Pan precisa che è “erroneo insinuare l’idea che il progetto abbia introdotto nuovi esemplari sulle Alpi e che ‘al posto del lupo italico, in Altopiano sia arrivata una specie differente, risultato di un incrocio, che avrebbe dato vita ad esemplari molto più aggressivi e per nulla timorosi dell’uomo’ “.

Il lupo starebbe tornando in Veneto per effetto delle migrazioni spontanee di esemplari dagli Appennini e dalla Slovenia. Gli accoppiamenti tra questi esemplari sarebbero testimonianza del ritrovato equilibrio dell’ecosistema alpino.

“Ricordo – prosegue Pan – che il lupo non attacca mai l’uomo: appare quindi scorretto e immotivato anche solo insinuare il velato sospetto che la sua presenza sia un pericolo per la pubblica incolumità. Diverso – conclude l’assessore veneto – è invece il caso, peraltro confermato anche dai rilievi effettuati dai servizi veterinari anche sull’Altopiano di Asiago, della crescente presenza di cani lupo randagi. Un effetto, questo, connesso all’abbandono e alla spopolamento della montagna, che contribuisce a favorire l’inselvatichirsi di specie domestiche”.

 

Azzurra Gianotto

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A Padova la mostra “Dinosauri, i giganti dell’Argentina” presenta gli pterosauri

Continua il ciclo di conferenze a cura del Dipartimento di Geoscienze dell’Università degli Studi di Padova, questa volta alla scoperta degli Pterosauri, i draghi dell’aria. La conferenza proposta mercoledì 23 novembre alle ore 18 nell’auditorium del Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri, i giganti in Argentina”. Sarà prensente in veste di relatore Fabio Marco Dalla Vecchia, Ispettore onorario Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia. Di seguito una breve estratto in merito di Della Vecchia che parla di questi dinosauri alati.

“Gli Pterosauri comparvero alla fine del Periodo Triassico (215 milioni di anni fa), mentre Uccelli e Chirotteri sono comparsi, rispettivamente, 145 e 55 milioni di anni fa. Gli Pterosauri erano suddivisi in due gruppi: gli pterosauri primitivi – chiamati ‘Ramforincoidi’ – e gli Pterodattiloidei. Gli pterodattiloidei erano mediamente più grandi degli altri. Quelli più antichi risalgono al Giurassico Medio e gli ultimi si sono estinti 66 milioni di anni fa. A partire dal 2009, però sono stati trovati nel Giurassico superiore della Cina esemplari con caratteri intermedi tra gli pterosauri primitivi e gli Pterodattiloidei, i Wukongopteridi. Gli pterosauri più antichi – triassici – sono stati rinvenuti finora solo nelle Alpi (Italia, Austria e Svizzera) e in Groenlandia”.

M. Dalla Vecchia è laureato in Geologia e Dottore di Ricerca in Paleontologia dei Vertebrati. È autore di 90 articoli scientifici e 6 libri. Ha denominato 4 nuove specie di dinosauro (tra le quali Tethyshadros insularis), 3 specie di pterosauri (inclusi Carniadactylus rosenfeldi e Austriadactylus cristatus) e 1 di rettili marini (Bobosaurus forojuliensis).

 

Di Azzurra Gianotto

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Viaggiare in auto con Fido

Forse l’automobile è il mezzo più comodo per viaggiare con il nostro cane: possiamo fare tutte le fermate che desideriamo, è un luogo che già conosce e non c’è un via vai di estranei. Ci sono però alcune cose che è bene sapere per affrontare al meglio qualsiasi viaggio, anche il più corto.
Il codice della strada (art. 169) consente di trasportare libero in auto un solo animale, che non deve comunque creare intralcio alla guida. Se i cani sono più di uno devono essere “custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo”.

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Qual è il cane più adatto a te?

La decisione di prendere con sé un cane merita un’attenta riflessione, non solo per ciò che concerne l’impegno economico e di tempo che comporta, ma anche per il fatto che lo stile di vita che abbiamo può non essere adatto a quel determinato cane. Ci sono moltissime razze, più di quattrocento, e ci sono i meticci. Ci sono allevatori, privati, canili e cucciolate nate “per caso”. E allora in mezzo a tutto ciò come fare a scegliere?
Il discorso va ben oltre giardino o casa: è infatti ormai risaputo che anche i cani di taglia grande vivono una vita felice se hanno la possibilità di stare a contatto con il loro amico umano, ovviamente garantendogli le uscite e l’attività fisica necessari.

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