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Verona, commercianti cinesi denunciati per irregolarità e maltrattamento di animali

La Polizia municipale di Verona ha effettuato mercoledì mattina un controllo presso un negozio di calzature situato all’interno di un capannone in zona Zai, durante il quale sono state riscontrate alcune irregolarità relative all’attività di vendita al dettaglio anziché unicamente all’ingrosso, come previsto dalle autorizzazioni in possesso del commerciante, di nazionalità cinese.
Durante le verifiche del negozio gli agenti della Polizia municipale hanno rilevato anche alcune anomalie edilizie relative alla suddivisione dei locali. Tramite pareti di cartongesso erano state infatti ricavate tre camerette dove, a detta del titolare, i lavoratori potevano riposarsi nelle pause dell’attività. Oltre a letti e minimi comfort, come frigorifero e computer, erano presenti anche scatoloni di merce e ad altri oggetti incompatibili a fini abitativi.
Al piano seminterrato sono stati inoltre rilevati altri locali all’interno dei quali viveva il titolare, ricavati sempre in difformità dalla destinazione dell’immobile. Su questi aspetti le verifiche sono ancora in corso, mentre la violazione delle norme sul commercio, che prevede una sanzione di cinquemila euro, è stata immediatamente contestata a trasgressore.
La madre del commerciante è stata invece denunciata all’Autorità giudiziaria con l’accusa di maltrattamento di animali, poiché allevava quattro conigli all’interno di due cassonetti in plastica, normalmente utilizzati per la raccolta dei rifiuti, posizionati sotto il sole senza accortezze o fori di aerazione e quindi con temperatura interna molto elevata.
Al controllo della Polizia municipale hanno partecipato anche l’Agenzia delle Entrate, il dipartimento territoriale del lavoro e l’Inail.
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Cortina, operazione antidroga: sequestrato un chilo e mezzo di stupefacente

È iniziata all’alba di lunedì 29 giugno l’operazione antidroga che ha visto impegnato il Nucleo Operativo della Compagnia di Cortina d’Ampezzo. Conclusasi al tramonto, dopo una serie di perquisizioni su soggetti da tempo sospettati, un giovane pusher venticinquenne è stato arrestato ed altri quattro giovani denunciati a piede libero per spaccio e detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Quasi un chilo e seicento i grammi di hashish e 41 i grammi di cocaina sequestrati assieme ad una somma di quasi 19.000 euro in contanti come provento illecito di attività di spaccio.

Da tempo i Carabinieri avevano posto l’area sotto stretto controllo, esattamente da quando, durante i consueti controlli dei luoghi di aggregazione giovanile, lo scorso dicembre, alcuni ragazzi di Auronzo di Cadore e del Comelico erano stati segnalati alla Prefettura di Belluno per il possesso di piccole dosi di stupefacente.

Piccoli dettagli hanno fin da subito fatto percepire che la “roba” non veniva da lontano, una piazza di spaccio operativa nel Cadore doveva necessariamente essere riuscita ad eludere i controlli delle forze di polizia. Da allora è iniziato il certosino lavoro dei militari del Nucleo Operativo che hanno fatto emergere i fili nascosti della rete degli stupefacenti nell’area, con arresti, denunce e segnalazioni che nei mesi hanno portato all’operazione condotta nella giornata di lunedì.

In un’abitazione di Auronzo, infatti, durante una delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto presso il domicilio di un giovane venticinquenne con 16 panetti di hashish, complessivamente un chilo e mezzo, nascosti in parte dietro un mobile della cucina e in parte dietro la lavatrice del bagno, 4 ovuli contenenti in totale 41 grammi di cocaina, in una cassaforte a muro, 2 bilancini elettronici di precisione, contanti per  18.750 euro in banconote di varie pezzature.

Il ragazzo, colto in casa, di sorpresa, mentre stava giocando alla Playstation, senza opporre alcuna resistenza, ha ammesso quanto gli veniva contestato.

Nel corso della perquisizione è stata sequestrata anche una katana, con punta e lama affilata, e dunque una vera e propria arma bianca la cui detenzione è stata considerata abusiva, con conseguente ulteriore denuncia per il reato.

Erano anni che non venivano sequestrati simili quantitativi di stupefacente nelle solitamente tranquille valli cadorine, la recente attività ha quindi assestato un duro colpo al mercato illecito dello spaccio nell’area. Si può ritenere, infatti, che il giovane arrestato ieri estendesse la propria influenza anche al di fuori del comune auronzano, rifornendo altri giovani del Cadore sia con vendite al dettaglio che, probabilmente, cedendo sostanza a pusher più piccoli. Tutti giovani e giovanissimi i ragazzi coinvolti, italiani ed originari dalla zona, generalmente di famiglia senza particolari connotazioni di criticità, nonostante spesso si associ lo spaccio anche al dettaglio degli stupefacenti a persone straniere.

 

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Jesolo, tentano di superare il traffico con una pistola

Un sorpasso azzardato, quello tentato ieri da due stranieri sulla jesolana, per evitare la coda di rientro da Jesolo. La segnalazione, pervenuta intorno alle 19.30 al commissariato di Jesolo, proveniva da una donna, la quale riferiva di aver visto un giovane su un auto che sfrecciava a tutta velocità in mezzo al traffico tenendo fuori dal finestrino una pistola.

Dopo aver effettuato diverse ricerche in zona, gli Agenti del Commissariato di Jesolo hanno individuato, in prossimità di viale Adriatico, un veicolo simile alla descrizione fornita dalla testimone, che è stato immediatamente fermato e sottoposto ai controlli di sicurezza. All’interno del veicolo, occupato da quattro giovani (tutti di nazionalità straniera, tra rumena e moldava) visibilmente in stato di agitazione, sono stati rinvenuti una pistola semiautomatica, una mazza di alluminio e, nascosto sotto un tappetino, un coltello a serramanico con meccanismo di lama a scatto.

I due ragazzi (P.D nato in Romania nel ’93 e P.O. nato in Moldavia nel ’96, entrambi residenti nella località di Marcon) sono stati accusati dei reati di procurato allarme, minaccia grave e per porto d’armi ed oggetti atti ad offendere, e pertanto indagati in stato di libertà.

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Campeggiava a San Rocco, turista dovrà pagare una multa di 500 euro

Il Comando della Polizia municipale nei giorni scorsi ha sanzionato un turista inglese quarantenne, residente a Manchester, per aver montato la tenda e campeggiato, assieme ad un’altra persona, nell’area di Castelforte San Rocco, in pieno centro storico di Venezia.

Al turista inglese è stata comminata una sanzione di 500 euro, cui si aggiunge il sequestro finalizzato a fini di confisca della tenda.

Si tratta di una ‘moda’ che ha preso il via nelle ultime settimane. Sul web sono stati segnalati altri casi di campeggiatori abusivi in centro storico a Venezia. Nel periodo estivo, la Polizia intensificherà i controlli nel territorio comunale.

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Mestre, arrestato magrebino per spaccio di stupefacenti

Alle tre del pomerig­gio di ieri, i poliziotti del Commissariat­o di Mestre, nei­ pressi di via Giustizia, hanno notato un uomo, di origini magrebine, aggirarsi in modo sospetto intorno a un complesso abbandonato. Dopo averlo accerchiato e colto di sorpresa, i poliziotti lo hanno bloccato trovandolo in possesso di 22 grammi di eroina e di 370 euro, con ogni probabilità proven­to dell’attività di spaccio.

L’uomo, un quarantenne tunisino con precedenti per fatti analoghi­, terminati gli accertamenti in commissariato è stato condannato ad un anno d­i reclusione con sospensione condizional­e della pena.

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Luigi Brugnaro è il nuovo sindaco di Venezia

di Marta Tudisco

 

Non succedeva dal 1993, anno in cui è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco. Da allora, a Venezia ha sempre governato il centrosinistra, con il triplo mandato di Massimo Cacciari, che già a suo tempo, nel 2005, aveva battuto il senatore Casson, Paolo Costa e Giorgio Orsoni. Ad un anno di commissariamento, oggi si assiste a un cambio di rotta storico: dopo 23 anni di governo delle sinistre lagunari, il centrodestra, capitanato da Luigi Brugnaro, patron della Reyer, imprenditore e titolare delle agenzie interinali UMANA s.p.a, è riuscito a strappare la poltrona di sindaco all’avversario Felice Casson e conquistare Ca’ Farsetti con il 53% dei voti, doppiando di netto il risultato del primo turno, in cui si era fermato al 28%.

L’affluenza alle urne, complice il mal tempo, non è stata delle migliori, attestandosi sotto il 50%. Meno della metà degli aventi diritti al voto, dunque, ha deciso di non esprimere la sua preferenza. I primi dati dello spoglio davano Casson in vantaggio su Brugnaro 55% a 44%, poi la scalata: a Brugnaro sono andati quasi tutti i seggi di Venezia e terraferma, clamoroso il risultato a Marghera, dove il patron della Reyer ha stravinto in quasi tutte le sezioni. A metà spoglio, il risultato era ormai certo, con più di duemila punti di stacco, era quasi impossibile per il Senatore raggiungere l’avversario. Infine, alle 00.45 la sentenza definitiva: Luigi Brugnaro è il nuovo sindaco di Venezia, con il 53% dei voti, mentre Casson resta fermo al 46%.
Ai festeggiamenti a Mestre, in Calle del Sale, sede elettorale di Brugnaro, erano presenti tutti coloro che sin dal primo turno avevano garantito il loro sostegno politico a Brugnaro: da Renato Boraso, che commenta con la voce rotta dall’emozione l’ “incredibile risultato elettorale”, a Francesca Zaccariotto. Da Gian Angelo Bellati, per cui probabilmente è riservato il ruolo di direttore generale del comune, a Mattia Malgara.

Desolazione, invece, nella sede di Felice Casson in Piazzale Donatori di Sangue, dove il Senatore non si è presentato, è rimasto irreperibile per tutta la sera e non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Al suo capolista, Nicola Pellicani, il triste compito di commentare il deludente risultato: «Abbiamo regalato la città al centro destra, ora dobbiamo ripartire azzerando tutto. Prendiamo atto della sconfitta, ma adesso tutto il centrosinistra deve aprire una riflessione radicale».
Il PD registra così una sconfitta senza precedenti, e il segretario metropolitano Marco Stradiotto invita a far tesoro di questi errori. “La politica è un gioco di squadra, quando si perde le colpe sono di tutti. Il segnale che ci è arrivato è stato chiaro, l’elettore ha sempre ragione. Dobbiamo riconoscere la scelta dei residenti”.
Gli errori, interni al PD, li riconosce anche Andrea Ferrazzi, assessore uscente della giunta Orsoni, che non si risparmia nei toni: “Quali sono gli errori più evidenti? Aver detto che gli ultimi 25 anni sono stati anni di malgoverno. Non è stata solo una stupidaggine, ma anche un meraviglioso assist a Brugnaro, che naturalmente lo ha cavalcato. Un vero autogol“.
Intanto, il nuovo consiglio comunale si appresta a formarsi: Brugnaro entra a Ca’ Farsetti con 25 consiglieri, segue la Lista Casson con 5, il PD, grande escluso, e il Movimento con 3.

Ecco la formazione al completo del nuovo consiglio:

Lista Brugnaro
Simone Venturini
Paolo Romor
Maurizio Crovato
Matteo Senno
Ermelinda Damiano
Renzo Scarpa
Marta Locatelli
Enrico Gavagnin
Francesca Rogliani
Massimiliano De Martin
Giorgia Pea
Paola Mar
chiara Visentin
Luca Battistello
Giampaolo Formenti
Ciro Cotena
Paolo Pellegrini

Forza Italia
Michele Zuin
Lorenza Lavini
Saverio Centenaro

Area Popolare
Alessandro Scarpa “Marta”

Civica Impegno
Renato Boraso

Lega Nord
Giovanni Giusto

Gian Angelo Bellati
Francesca Zaccariotto

Felice Casson

Lista Casson
Nicola Pellicani
Rocco Fiano
Francesca Faccini
Giovanni Pellizzato

Partito Democratico
Andrea Ferrazzi
Bruno Lazzaro
Monica Sambo

Movimento 5 Stelle
Davide Scano
Elena La Rocca
Sara Visman

 

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Zaia ai prefetti: “Via i profughi dalle località turistiche”

Basta nuove allocazioni per i profughi in arrivo nelle località turistiche del Veneto. Questo il contenuto di una lettera ufficiale inviata da Luca Zaia a tutti i Prefetti della regione, nella quale il Governatore si fa portavoce degli appelli a lui rivolti da Sindaci, cittadini e imprenditori del turismo Veneto, che vedono minacciato il buon esito della stagione estiva dall’invio di profughi, già avvenuto in varie località.

“Facendo mio lo sgomento di quanti mi hanno in ogni modo e in ogni dove manifestato la propria preoccupazione che una simile ridda di voci e di azioni possa determinare un effetto devastante sulla stagione turistica in corso, sono a chiedere con la presente di provvedere allo sgombero con la massima urgenza di tutte le strutture ricettive e degli alloggi già occupati da immigrati nelle località turistiche e a desistere dal procedere a nuove allocazioni”.

Il Governatore del Veneto, nella sua lettera ai Prefetti, ha ricordato che il Veneto è la prima Regione turistica d’Italia e la sesta d’Europa, con 63 milioni di presenze. “Un simile primato – scrive in proposito il Presidente – non vale soltanto come medaglia da esibire. Ma significa sviluppo economico e occupazione che non possono essere compromessi da una serie di azioni scomposte che stanno colpendo e interessando le principali località turistiche del Veneto”.

Il dissenso del Governatore non accenna ad arrestarsi. A poche ore fa risale la lettera rivolta alle Ater del Veneto, le aziende che gestiscono il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, in cui il governatore ha sollecitato a porre la massima attenzione sulle procedure di assegnazione degli alloggi, adottando un rigorosissimo rispetto delle graduatorie. Secondo Zaia, il fenomeno dell’immigrazione in atto “rischia di determinare gravi ripercussioni anche su taluni aspetti del sociale tra i quali quello dell’emergenza abitativa, già notevolmente pressante sul nostro territorio”.
Nel frattempo, si attende l’esito del vertice con la Prefettura, che avverrà il prossimo lunedì, durante il quale verranno valutate le decisioni da prendere in merito alla questione.

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Tre giovani rom sorprese a borseggiare i turisti

Tre giovani donne sono state sorprese a borseggiare i turisti sul ponte dell’Accademia. A rilevarlo, il Nucleo Anticrimine del Commissariato San Marco, a seguito della segnalazione di una cittadina. In pochi minuti, la pattuglia, giunta sul posto, ha individuato il terzetto mentre si aggirava tra i gruppi di turisti intenti a osservare la vista dal ponte. Le tre donne, di etnia rom e tutte con precedenti specifici in materia di furti, sono state subito fermate e identificate; una di loro era stata già arrestata dalla Polizia locale di Venezia lo scorso 29 aprile per un episodio analogo, e risultava essere stata munita di provvedimento di allontanamento dalla regione del Veneto.
La giovane è stata denunciata per inottemperanza al provvedimento dell’autorità, mentre poco dopo la stessa indagata e altre donne sono state allontanate.
Nelle vicinanze è stata segnalata un’altra giovane donna, in evidente stato di gravidanza, che a sua volta tentava di borseggiare i turisti. La pattuglia ha così raggiunto e bloccato H.T., 20enne, cittadina straniera anche lei del medesimo campo nomadi di Milano, mentre tentava di borseggiare un’anziana coppia di turisti austriaci. La giovane è stata condotta presso gli uffici del Commissariato di Fondamenta San Lorenzo (insieme ai due cittadini austriaci, vittime del tentato furto) ed è stata denunciata per il reato di furto con destrezza aggravato.

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Seguono il segnale dell’ iPad rubato e arrestano la ladra d’appartamenti

Continua incessante il piano di vigilanza e controllo del territorio contro i reati predatori. Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Favaro hanno recuperato uno zaino trafugato poco prima in un appartamento della famosa località balneare. Una giovane ladra C.H. classe 1981, con già all’attivo denunce per reati contro il patrimonio, si era introdotta in un appartamento trafugando uno zaino lasciato momentaneamente incustodito dal proprietario.

All’interno, il mondo: documenti d’identità, carte di pagamento, assegni, preziose penne di marca e l’amato iPad con tutti i dati personali e di lavoro. Proprio quest’ultimo dispositivo però si rivelava la chiave di volta per giungere al rinvenimento del maltolto. Il proprietario infatti dopo essersi rivolto ai Carabinieri attivava il tracciamento satellitare in dotazione ai dispositivi Apple che guidava i militari sino alla soglia di un bungalow di Campalto, dove la ladra stava “smanettando” collegata alla rete.

Di fronte alle divise la ragazza non poteva che ammettere i fatti, portando i Carabinieri in una località sperduta a Caposile dove aveva lasciato lo zaino con il resto della refurtiva che è stata recuperata completamente. Per la ragazza sono scattate quindi le manette e la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo per “direttissima”.

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