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Firmato l’Accordo di programma per Porto Marghera: 153 milioni

VENEZIA – E’ stato siglato oggi al Ministero dello Sviluppo Economico l’annunciato Accordo di programma per la riconversione e la riqualificazione economica dell’area industriale di Porto Marghera, con l’obiettivo di consolidare le attività esistenti, favorire nuovi investimenti finalizzati alla riconversione industriale e ambientale e nuove infrastrutture funzionali alle attività produttive.
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Dissesto idrogeologico, l’appello dei geologi veneti: “si imbocchi la strada della prevenzione”

“Italia Sicura è una grande opportunità per intervenire sul rischio idrogeologico del nostro territorio. Un’opportunità che non va sprecata con progetti fermi alla logica dell’emergenza”. È l’appello lanciato da Paolo Spagna, presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, agli enti che stanno inviando le richieste di finanziamento alla Struttura di missione guidata da Erasmo D’Angelis per gli interventi contro il dissesto idrogeologico.
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Legambiente Veneto: “Aria veneta rimane pessima”

“Ennesima bocciatura. Anche per l’anno appena trascorso, il Veneto è risuscito a contraddistinguersi per la nocività della propria aria. I dati prodotti dai campionamenti Arpav nel corso del 2014 mostrano come ben 6 capoluoghi di provincia su 7 abbiano sforato il numero annuo di superamenti giornalieri consentiti, fissato a 35 per il PM10 dal D.lgs. 155/2010. Nonostante l’effetto risanatore delle piogge, particolarmente frequenti ed abbondanti, la salute di bambini, anziani e di tutti coloro che soffrono di patologie pneumologiche e cardiologiche è stata ripetutamente messa a repentaglio”. Non usa mezzi termini Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, nel riferire i dati negativi.

“L’aria veneta rimane sempre pessima, a prescindere dalle condizioni meteorologiche – aggiunge -. Il problema delle nostre città è ormai cronico: riduzione dei servizi nel trasporto pubblico e sprawl urbano dilagante. Purtroppo le ricadute di questo sistema scellerato si fanno sentire tutte a livello sanitario, con costi, non solo monetari, che conseguono a tali fenomeni. Gli stessi piani di risanamento atmosferico, in dotazione su scala regionale e metropolitana, si stanno dimostrando inefficaci ogni giorno di più”.
“Proprio l’effetto benefico delle precipitazioni – incalza – ha contenuto gli sforamenti di PM10. Negli anni scorsi infatti le città risultavano fuori legge già in primavera, mentre quest’anno si è dovuto attendere il mese di settembre, tutt’al più inizio ottobre, per oltrepassare quota 35 giorni, limite normativo inderogabile. Per questo, pur essendo un’altra annata negativa, il 2014 si può dire leggermente meno disastroso dei precedenti. Tale confronto regge ugualmente per altri agenti inquinanti (come NO2 e ozono troposferico), ma per questo vi rimando alla pubblicazione del nostro dossier regionale che programmiamo per fine gennaio 2015”.
L’unica città a rispettare, e ampiamente, i vincoli è stata Belluno con appena 2 superamenti, mentre i capoluoghi di pianura sono risultati tutti fuori legge. La peggiore in assoluto è stata Vicenza, con valori oltre i 50 µg/m3 per  74 volte. Segue Venezia con i 66 sforamenti. Terza Treviso con 58 superamenti.
“Lo sviluppo urbanistico, industriale e dei trasporti nel Veneto, tuttavia, ha facilitato la diffusione sul territorio degli episodi di inquinamento atmosferico – precisa il presidente di Legambiente Veneto -. Alcune località di provincia, infatti, hanno presentato nel 2014 concentrazioni di PM10 decisamente simili a quelle delle città maggiori. Fra tutte emerge Spinea, nel veneziano, che ha toccato i 65 superamenti. Un risultato che la colloca al terzo posto nella graduatoria complessiva regionale, tenendosi alle spalle città del calibro di Padova e Treviso”. Sempre da bollino rosso sono risultate Legnago, Este e Mansuè. Il centro veronese ha concluso l’anno con 47 giorni negativi, la località euganea con 42, immediatamente a seguire la città della Marca con 40.

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Maltempo, ancora pioggia e stato di allarme per il bacino del Po

E’ ancora stato di allarme per il bacino del Po e di preallarme per quello Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone. A dichiararlo è il Centro funzionale decentrato della Protezione civile nell’aggiornamento della situazione sul Veneto e diramato alle ore 14 di domenica ieri e valido fino a stasera alle ore 20 di lunedì 
Per il bacino del Basso Brenta-Bacchiglione e Fratta Gorzone è dichiarato lo stato di preallarme, mentre per gli altri bacini lo stato è di attenzione, ad esclusione del bacino dell’Alto Piave e pedemontano. Lo stato di allarme del bacino del Po è legato alla piena del fiume che sta interessando il territorio regionale con livelli idrometrici oltre la soglia di criticità rossa.
La Protezione Civile segnala inoltre che, visto il grado di saturazione dei terreni, potrebbero innescarsi fenomeni franosi superficiali sui versanti.
Dopo la tregua di domenica, a livello meteo viene segnalato che nel pomeriggio/sera di lunedì sono previste ora sono attese precipitazioni diffuse, a tratti intense specie su zone prealpine ed orientali, con quantitativi anche consistenti.
 
 
Anna Michieletto 
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Green economy, Veneto secondo in Italia

Il Veneto è secondo solo alla Lombardia quando si parla di green economy. È questo ciò che emerge dal rapporto “GreenItaly 2014” elaborato da Unioncamere e Fondazione Symbola. In regione sono oltre 35 mila le imprese che puntano sull’eco-efficienza, un dato confortante che, in uno scenario ancora devastato dalla crisi, evidenzia come il sistema industriale veneto resti saldamente posizionato in uno dei comparti più innovativi.

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Città vivibili in Veneto, ma si può ancora migliorare

Il Veneto è una tra le regioni più vivibili in Italia. La medaglia d’ora tra le nostre città va a Belluno: i buoni risultati negli indici legati all’inquinamento atmosferico, ai rifiuti e a parte della mobilità la portano a posizionarsi seconda, dietro solo a Verbania, nella graduatoria nazionale. È questo il quadro che emerge dalla ventunesima edizione di “Ecosistema Urbano”, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.
Le prime cinque città in classifica sono Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, mentre agli ultimi posti si collocano Agrigento e Isernia, Crotone e Messina, Catanzaro e Reggio Calabria. Tutti capoluoghi veneti si classificano tra i primi 56 posti, sopra la media nazionale con indice di vivibilità di 49,31%. In ordine troviamo: Belluno (74,49%), Venezia (63,54%), seguita da Rovigo (55,33%), Treviso (53,01%), Vicenza (51,74%), Padova (51,49%) e Verona (51,27%).
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Dalla Regione 65 milioni per interventi idraulici

La giunta regionale ha aggiornato la programmazione sull’utilizzo dei finanziamenti per le operazioni di manutenzione, sistemazione e per interventi urgenti della rete idraulica per un totale complessivo di oltre 65 milioni di euro.
Tra regionali e commissariali, sono stati compresi anche i tre milioni di euro assegnati per interventi d’urgenza per la messa in sicurezza e il rispristino dell’area di esondazione del torrente Lierza del 2 agosto scorso. I 65 milioni provengono per la maggior parte, circa 42 milioni, dal “Piano straordinario degli interventi“ seguito all’emergenza del novembre del 2010, fondo istituito per le gravi situazioni di rischio idrogeologico del territorio regionale per compiere opere di messa in sicurezza di argini e opere idrauliche, nonché per realizzare bacini di laminazione delle piene. 
 
 
Anna Michieletto 
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Prodotti green progettati a Ca’ Foscari

Un cartone che preservi la qualità del latte o del vino senza l’uso di conservanti, borse della spesa biodegradabili, resistenti e impermeabili: sono solo pochi esempi di prodotti che potranno diffondersi grazie al team di scienziati di Ca’ Foscari. È proprio nei laboratori del Dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi dell’unviersità veneziana che i ricercatori hanno messo a punto composti organici che permettono di modificare e migliorare prodotti industriali in modo ecocompatibile ed economico.
Questi composti organici funzionano in modo simile agli enzimi, attivando reazioni chimiche senza lasciare traccia all’interno del prodotto finale. Ad oggi, solo l’industria farmaceutica si poteva permettere un ‘attivatore’ come quelli studiati dal team cafoscarino che, prendendo spunto dalle biotecnologie, ha l’obiettivo di applicare queste innovazioni a settori con produzione di massa, come quello alimentare. L’università Ca’ Foscari ha deciso di attivare lo spinoff “Crossing” in modo da poter trasferire questa invenzione alle aziende; questa azione ha perciò il compito di fare da ‘ponte’ tra i laboratori universitari e il mondo dell’industria, in modo che questa nuova tecnologia si propaghi in maniera capillare.
“La nostra tecnologia semplifica processi produttivi e abbatte costi di almeno 10 volte – spiega Valentina Beghetto, ricercatrice e docente di Chimica organica industriale. – Inoltre, studiamo modi per riutilizzare nel processo scarti di lavorazioni industriali”.
 
 
Anna Michieletto 
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Per prevenire le frane 1,8 milioni dalla Regione

Contro le frane in arrivo dalla Regione 1,8 milioni.  L’eccezionale intensità dei fenomeni atmosferici registrati nel corso di quest’anno, hanno provocato, in tutta la Regione, numerosi fenomeni franosi.
A Vicenza la fetta maggiore, con 540.000 euro, seguita da Verona (450.000), cui è stato destinato un ulteriore contributo per risolvere le problematiche di accesso alle località Campedello e Novezza nel comune di Ferrara di Monte Baldo. A seguire Padova con 270.000 euro, che beneficia di un ulteriore contributo di 280.000 euro per l’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei. È stato infine stanziato un contributo di 270.000 euro per l’Azienda regionale Veneto Agricoltura, che tra i compiti di istituto promuove e realizza interventi per la protezione del suolo agroforestale.
Il contributo regionale integra quello di fine agosto, che ha stanziato quasi 3 milioni per la messa in sicurezza delle frane.
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Il Veneto sperimenta nuove forme di raccolta e riciclo della plastica

Promuovere la raccolta e il riciclo dei contenitori in plastica (Pet) con benefici, sia in termini di riduzione delle emissioni di CO2 prodotte, sia per il miglioramento della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio. È quanto prevede il protocollo d’intesa che la Regione del Veneto, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ha sottoscritto con il Consorzio Coripet per migliorare l’efficacia e l’efficienza della raccolta differenziata, sperimentando, in tal modo, nuove forme di raccolta dei rifiuti.
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